HomePoliticaBufera Oncologico, Quaranta si difende:"Ecco la verità"

Bufera Oncologico, Quaranta si difende:”Ecco la verità”

“Non ho mai anteposto i miei interessi, non ho mai alimentato scontri frontali e non esistono conflitti di interesse per parentele o altro all’interno dell’Istituto”. Si difende così il professor Quaranta, direttore generale dell’Istituto oncologico Giovanni Paolo II di Bari, dopo la bufera scatenata in Consiglio regionale su presunti disservizi dell’Oncologico barese. In una lunga e dettagliata relazione, Quaranta snocciola persino le cifre.

“Dal 2006 al 2011 sono stati assegnati all’istituto per la ricerca corrente 8.027.262 euro. Di tale somma ad agosto 2012 risultavano spesi poco più di 3,5 milioni di euro e di questi una quota consistente (oltre 660,000 euro) era stata impegnata anche per contratti triennali di collaborazione coordinata  e continuativa per unità di personale amministrativo di comparto”. E ancora: “L’articolazione organizzativa dell’Istituto   è stata obbligatoria e coerente con le scelte della Giunta e relativamente al numero delle strutture sanitarie previste per l’oncologico nel 2013 fu fatta richiesta al presidente della Giunta di aumentarlo del 20%”.

“Nessuna delle Unità operative radioterapia radiodiagnostica anatomia patologica e patologia clinica ha avuto un declassamento in termini di spazi, struttura e personale. L’avvicendamento di 5 direttori scientifici è stato indipendente dalla volontà del direttore generale”. Stesso discorso vale per la spesa dei fondi di ricerca del quinquennio 2006/2011. Conti alla mano, il direttore generale chiarisce: “I 4.447.054 milioni di fondi di ricerca corrente 2006/2011 non utilizzati ad agosto 2012 per norma avrebbero dovuto essere restituiti annualmente al Ministero. A seguito di contatti con lo stesso  Ministero quei fondi sono stati impegnati negli ultimi anni per il completamento delle attività progettuali ancora in essere (1.677.054) e la restante parte è stata programmata per progetti di ricerca in importanti settori oncologici”. Non solo. “La relazione riassuntiva  degli ultimi tre anni redatta dall’Urp –  ha concluso Quaranta – mette in evidenza un miglioramento dei tempi di attesa per tutti gli ambulatori”.

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Redazione
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