Pietrangelo Buttafuoco: “Salvini e Di Maio hanno fretta, ma fra i due litiganti…”

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“Sono in galleria, non prende bene!” Torna nella sua Sicilia lo scrittore-giornalista Pietrangelo Buttafuoco, e così fra una distorsione della linea telefonica ed una analisi dell’ascesso nelle fauci del Potere, ci immergiamo in una lunga chiacchierata, che nonostante ci costringa a frammenti ed interruzioni, riemerge nel suo complesso come una acuta analisi dello spaccato italiano post elettorale.

Buttafuoco, come valuta la partita dell’assegnazione delle Camere? È realmente Salvini il vincitore di questo round?

“Sono in due a vincere, sia Di Maio che Salvini. Tutti e due convergono su un unico bacino, non solo elettorale ma su un unico blocco sociale, che identifica sia il Nord che il Sud, ed è quello cosiddetto ‘moderato.’

Con dei distinguo, il blocco che una volta era il voto clientelare al Sud, si è affidato al Movimento 5 Stelle. Al Nord e al centro-Nord (dove una volta c’era la roccaforte della sinistra), il voto operaio si affida alla Lega. Io sono reduce da un reportage a Terni e ti assicuro che gli operai delle acciaierie, l’ex zoccolo duro del PCI, adesso votano Salvini.

Infatti non è vero che il Carroccio prenda voti a discapito di Forza Italia, piuttosto Forza Italia ha una sorta di scambio col partito di Renzi, è più probabile che ci sia il flusso migratorio tra Renzi e Berlusconi, la vera OPA la fa Renzi.”

In un suo editoriale ha paventato il ritorno dell’asse Berlusconi-Renzi. Sono due “bolliti” che fanno massa critica, oppure viviamo in una Democrazia distorta?

“L’asse è la cosa a cui miravano. Ci sono degli interessi che convergono, non ultimo quello dello scenario internazionale, che trova sponda nei democratici e negli azzurri. ”

La pietra dello scandalo in questo momento, per un eventuale Governo Lega-M5S, è la vituperata Forza Italia. Secondo lei il Carroccio farebbe bene a strappare l’alleanza di centrodestra per concorrere come azionista di minoranza in un prossimo esecutivo, oppure resistere e non accettare veti?

“No, non dovrebbe strappare Salvini, perché l’elettorato di Forza Italia è un elettorato popolare, non di proprietà. E se devi trasformare la fase populista, va costruito un contenitore politico che sia popolare. Sia FI che Fratelli d’Italia hanno questo voto peculiare, che va tenuto stretto. Madri e padri di famiglia.

E comunque, non serve fare affidamento su questi veti, durano un quarto d’ora, è possibile che comunque ingoino il rospo i grillini.”

Ed il Premier sarà uno dei due contendenti, oppure un terzo?

“È molto più probabile che sia un terzo, in questa fase nessuno dei due vuole sprecare la possibilità di formare un Esecutivo. E magari ripetere l’errore di Bersani.”

Potrebbe spuntarla nuovamente Berlusconi piazzando Tajani…

“Sì, ma resta il fatto che il leader della Coalizione, a maggior ragione, resta Salvini.”

Il Partito Democratico è uscito sbriciolato dalle urne. Una legislatura d’opposizione aiuterà Renzi a rinascere, od ormai l’egemonia culturale ed elettorale della sinistra è insita nei grillini?

“Sai cosa dimostra anzitutto questo voto? Che la sinistra italiana, aldilà della vetrina creatasi, è sempre stata una minoranza. E questo risultato elettorale è coerente con le sfaccettature della società.

Anche il tentativo dei giornali di mescolare gli elettorati unendo capre e cavoli non c’entra niente. Lo dimostrano due Comuni, come Capalbio che voleva essere la roccaforte dei Comunisti e invece vince la Lega, e Ciaculli in provincia di Palermo, che voleva essere il termometro del voto mafioso e invece ha dato le preferenze ai 5stelle.

È cambiato tutto, e non c’è mai stato un blocco maggioritario di sinistra. Storicamente i cattolici sono stati succubi, psicologicamente con la Democrazia Cristiana, ma anche la stessa imprenditoria ha avuto l’ansia del movimento proletario, e quindi si mettevano sotto la tutela del partito Comunista.

Il normale padre di famiglia, l’italiano medio, si affida a Padre Pio e non alle ideologie.

Tornando al punto della domanda, non so se Renzi possa rinascere. Lui ha una grande forza che gli deriva dalla rabbiosa reazione dei mercati. E quindi relazioni internazionali e mondo delle banche. Ha fatto la fine di Mario Segni (fondò lo sfortunato Elefantino nel ’99, ndr), sembrava avesse tutto a disposizione e poi è finito lì.”

Meglio una rivoluzione fiscale con la Flat Tax, od una assistenziale con il Reddito di Cittadinanza?

“Dovrebbero differenziarle per aree geografiche. Io sono per l’incentivo al lavoro più che per l’elemosina. Però il ventre molle del Sud Italia ha bisogno di una mano, una cosa a Cuneo ed un’altra a Canicattì.”

Se tornassimo immediatamente alle urne, ne guadagnerebbero Salvini e Di Maio?

“Sì sì, certo. Ne guadagnerebbero. Però responsabilmente hanno a cuore il ‘fare presto’, quindi preferiscono l’uovo oggi alla gallina domani”.

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Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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