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E’ un punto d’oro quello ottenuto dal Lecce a Milano contro il Milan di Pioli. Nonostante un primo tempo da dimenticare. Nonostante un doppio svantaggio. Nonostante la grande voglia dei padroni di casa di cambiare rotta e di fare bella figura davanti al nuovo tecnico. Nonostante l’espulsione di Liverani che sul 2 a 1 è stato costretto a lasciare i suoi soli in mezzo al campo. Ma questo Lecce solo non è mai, se è vero che dall’inizio stagione può contare sul suo pubblico. E sono più di 2500 i tifosi leccesi presenti a San Siro a cantare e saltare per oltre 90 minuti. E allora il grande cuore viene fuori, e con esso l’orgoglio e la grinta necessaria per raggiungere l’impossibile. I gol arrivano uno nel primo tempo e tutti gli altri nella ripresa. Calhanoglu la sblocca al 20esimo, mandando il Milan meritatamente in vantaggio dopo un ottimo inizio. Nel secondo tempo il Lecce prova a cambiare rotta. L’ingresso di Farias dà un qualcosa in più, pur senza nulla togliere a Falco che nel primo tempo ha avuto davvero poco spazio. Fatto sta che il cambio rigenera i giallorossi. Un calcio di rigore per fallo di mano di Conti porta il match in parità. Babacar realizza dopo aver sbagliato dal dischetto. Ma il match non è finito, e allora l’infortunato Babacar lascia i suoi in 10 mentre il Milan con Piatek, a 8 dal termine, ripassa in vantaggio. Ma quando tutto sembra perduto, al 92esimo arriva la bomba di Calderoni che fa esplodere i tifosi giallorossi.
Il match
Pioli, arrivato dopo l’esonerato Giampaolo, lascia in panchina Piatek e si affida a Leao con Suso e Calhanoglu ai lati. A centrocampo Kessie e Paqueta a dare quantità e qualità, Donnarumma recupera il posto da titolare tra i pali. Liverani, come avevamo ipotizzato in settimana, schiera a destra Meccariello. A centrocampo tre terzi sono reduci dalla B. In attacco Babacar con Mancosu e Falco a inventare.
Nel primo tempo non arrivano assolutamente segnali dal Lecce, ma il Milan ha un impatto pazzesco con la partita. I tre davanti Leao, Suso e Calhanoglu fanno i fenomeni e non danno alcun punto di riferimento alla difesa. Per fortuna del Lecce si va al riposo con solo un gol di scarto. Il secondo invece è un’altra storia. Il Lecce trova l’orgoglio di non arrendersi e riesce a strappare al Milan un pareggio importantissimo. Insieme a Farias, monumentale Tabanelli che in mezzo a grandi professionisti della categoria giganteggia con personalità.
Primo tempo
Il primo tempo vede un Milan con le idee chiare e offensive e un Lecce poco volenteroso. I primi 25 minuti sono tutti di marca rossonera, nei seguenti 20 qualcosa gli uomini di Liverani la fanno vedere ma è davvero pochissima roba. Nel giro di dieci minuti il Milan ha quattro occasioni pericolose, due con Leao (su una è bravo Gabriel) e due con Calhanoglu. Il turco prende le misure per il gol che realizzerà al 20esimo. I tre davanti si trovano bene e dimostrano di volersi mettere in mostra davanti al nuovo allenatore. Calhanoglu sfruttando un buon assist dalle retrovie trova un destro in diagonale che va a infilarsi tra il primo palo e un Gabriel non impeccabile. Come detto, nella seconda fase succede qualcosa in più, soprattutto sull’asse Mancosu-Falco. Un tiro al volo del 10 leccese è, però, tutto ciò che il Lecce riesce a creare. Il Milan sembra rigenerato dalla cura Pioli e trova la quadratura tra i reparti. Bene Hernandez, spina nel fianco nella fascia ormai notoriamente debole del Lecce.
Secondo tempo
Dopo averlo minacciato per tutto il primo tempo Liverani lascia negli spogliatoi Falco, sacrificandolo per tutta la squadra che nel primo tempo non è stata presentissima. Al suo posto Farias che, di fatto, imprimerà al Lecce quella sterzata decisiva. Ed è proprio il 17 leccese che con una conclusione di destro impegna di fatto Donnarumma per la prima volta. La svolta, però, avviene al 59esimo quando, dopo due occasioni una per parte, arriva l’episodio fondamentale: Conti si aiuta con un braccio in area e Pasqua, dopo averla vista al VAR, concede il rigore per il Lecce. Sul dischetto Babacar prima si fa ipnotizzare da Donnarumma poi è velocissimo ad andare a ribattere in rete. Il Lecce ci crede e ritorna quello visto piacevolmente in questi mesi. Mancosu prova una rovesciata al 65esimo ma l’effetto principale è quello di soffiare un buon pallone a Babacar, ma comunque il segnale è positivissimo. Calhanoglu, però, non ci sta e dimostra di essere il migliore in campo. Allora trova un palo direttamente da calcio d’angolo (al 66′), un tiro che esce di un soffio (72′) e un assist perfetto per Piatek che, appena entrato, trova il gol del vantaggio (81′). Ma il Lecce è tutt’altro che morto. Nonostante la botta, nonostante l’infortunio a Babacar, nonostante l’espulsione di Liverani, avvenuta due minuti prima. E al 92esimo succede che una squadra soprattutto cuore e generosità trovi il pareggio con un gol meraviglioso di un difensore: Calderoni.
Il punto muove poco la classifica ma tantissimo il morale. Soprattutto considerando il fatto che sabato arriva la Juve. Ma anche in virtù del fatto che il Lecce uscirà (dopo il match con la Juve) da un tunnel pazzesco dove ha affrontato tutte le prime della classe.




















