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E’ un Lecce che sa essere eclettico e cambiare modulo, facendo di necessità virtù. Assenze, giocatori non al meglio e un’Inter che fa paura, convincono mister Liverani a ripensare il suo 4-3-1-2 e a coprirsi sfruttando la prudenza e l’attenzione. Ma oltre al modulo quello che cambia davvero è l’atteggiamento. I ragazzi mandati in campo da Liverani dimostrano di aver ritrovato quel fuoco e quell’attaccamento alla maglia dimostrati nella prima fase della stagione. Oggi non è una partita come le altre, se è vero che di fronte c’è l’Inter. Gli stimoli, dunque, non mancano. Ma gli stimoli da soli non bastano. Servono da pungolo sì, ma la squadra allenata da Conte ha fin troppi campioni per poter fare male in qualasiasi momento. Coniugare la necessità di portare a casa punti e prestazione non è facile. Ma la squadra, complice una prova maiuscola di Petriccione su tutti, riesce nell’impresa. E, dopo la Juventus, ferma anche l’Inter. Questo qualcosa deve pur significare. Soprattutto se si pensa al fatto che in casa non ha condotto un buon campionato. Deve essere, dunque, il punto di partenza per una nuova fase dove ogni giocatore mandato in campo riesca a lottare fino all’ultimo minuto con lo scopo di difendere ciò che per il Salento è un tesoro troppo importante, la Serie A.

L’Inter arriva con l’obiettivo di non fare sconti e riprendere la marcia scudetto, per poter affrontare la Juventus il primo marzo quanto più vicina possibile. La partita è piacevole nonostante il massiccio possesso palla dell’Inter. Già nel primo tempo potrebbe sbloccarsi ma succede tutto nella ripresa. Bene, molto bene, nel Lecce Petriccione, Rispoli, Gabriel, Deiola e capitan Mancosu. Trovare qualcuno sotto la sufficienza è impossibile, in ogni caso. Anche Babacar dimostra abnegazione riuscendo a darsi da fare e a rendersi utile in fase difensiva. I gol arrivano nell’arco di 5 minuti: a Bastoni risponde Mancosu.

Primo tempo

Liverani rivoluziona il modulo, per la prima volta in 3 anni, almeno dal primo minuto. Passa al 5-3-2 con Donati dirottato a sinistra e Dell’Orco a dare una mano ai centrali. Fuori Tachtsidis e Falco. Babacar e Lapadula devono cercarsi e, possibilmente, fare male. L’Inter si affida a Lutaro e Lukaku, autentici pericoli per le difese avversarie. Al settimo arriva l’occasione che non ti aspetti. Dopo un buon inizio dell’Inter, che quasi costringe Rispoli all’autogol e che va vicina al gol con Lukaku, Mancosu ha sul sinistro una buona palla gol. Purtroppo per il Lecce, la posizione è decentrata e il tiro finisce alto. E’ un’ottima notizia, però. I giallorossi non hanno alcuna intenzione di travestirsi da vittima sacrificale. Intorno al 30′ sale in cattedra Brozovic prima colpendo palo a Gabriel battuto e poi impegnando il portiere brasiliano in due parate nella stessa azione. Il tempo, però, nonostante tutto, potrebbe finire con un evento a sorpresa. Babacar poggia di testa un assist a centro area e Sensi interrompe l’azione col polso destro. Giacomelli, dopo aver dato il rigore, consulta il Var e torna sui suoi passi.

Secondo tempo

Il secondo tempo riparte col Lecce avanti. Babacar avrebbe una buona chance ma non inquadra la porta. Tuttavia la pressione dell’Inter si fa più pericolosa e Liverani toglie Lapadula per far posto a Majer, passando a un ancora più coperto 5-4-1. Anche Conte mette mano ai cambi mandando in campo Bastoni per Godin. E sono proprio queste due mosse a cambiare il punteggio. Prima Bastoni sblocca la partita con un colpo di testa che batte un Gabriel fino a quel punto perfetto; poi Majer serve a Mancosu una palla facile da spingere in rete. Al 77′ il punteggio, dopo essersi sbloccato 5 minuti prima, ritorna in parità. Sull’1 a 0 per l’Inter, però, Liverani aveva cambiato modulo per la terza volta (e non sarà l’ultima), mandando in campo Falco e ritornando al classico 4-3-1-2. Il quarto e ultimo cambio di modulo lo effettua sull’1 a 1 ritornando al 5-3-2 con l’ingresso di Meccariello per Mancosu. Simbolo di questo stravolgimenti tattico è sicuramente Donati che passa da destra a sinistra con una facilità disarmante.

La ciliegina sulla torta la potrebbe mettere il fantasista tarantino se il suo calcio di punizione all’81’ invece di scheggiare il palo finisse dentro.

La partita finisce dopo 4 minuti di recupero e tra gli applausi convinti del pubblico giallorosso che, oltre ai classici cori contro Conte, ormai nemico giurato dei giallorossi, durante i novanta minuti non smette mai di sostenere i propri giocatori.

Conferenza stampa

Di due tenori diversi gli interventi di Liverani e Conte. Il primo soddisfatto per il cambio di rotta e per l’atteggiamento positivo della squadra, elogia anche la difesa, autrice di un’ottima gara. Il secondo ammette di non essere arrivati a Lecce nel migliore dei modi e di aver subito una squadra che, anche cambiando modulo, ha giocato un match di tutto rispetto.

Ora per il Lecce c’è prima Verona e poi Torino in casa, due buone occasioni, prima di un calendario infuocato, per continuare a smuovere la classifica.

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Marco De Matteis
Giornalista pubblicista, scrive per PugliaIn dal 2018 e L'Edicola dal 2024. Laureato in Scienze della Comunicazione, ama tutto ciò che ha a che fare con l’estate. Gestisce una libreria nel cuore del Salento. Ama leggere e scrivere, e cura una piccola rubrica di recensioni on line, oltre che una rassegna letteraria "Libri in Terrazza". Gioca a tennis da quando aveva 7 anni, ed ora si è convertito giocando anche a Padel. Nel novembre 2020, per Editrice Salentina, pubblica "Il piano inclinato, #raccontidellaquarantena", il suo primo libro; nel luglio 2022, per Las Vegas Edizioni, esce "Ti ho trovato fra le pagine", di cui è uno degli autori; nel 2023 pubblica, per Capponi Editore, "Quattro anni in fumo".