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Fischi a Meloni, il Movimento Sveglia attacca Poli Bortone: “Pensi a Lecce, il dissenso è democrazia”
Metadescrizione: Il Movimento Sveglia replica alle polemiche della sindaca Adriana Poli Bortone sui fischi a Meloni a Taranto: “Dissenso costituzionale, si occupi dei problemi di Lecce”.
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Fischi a Meloni e polemiche a Lecce, il Movimento Sveglia contro la sindaca Poli Bortone: “Il dissenso è democrazia, pensi ai problemi della città”
LECCE — La contestazione riservata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la cerimonia inaugurale dei Giochi del Mediterraneo a Taranto continua a far discutere la politica pugliese. A riaccendere il dibattito sono le recenti dichiarazioni della sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone, che ha bollato l’episodio come “sgradevole” e un “gesto di ingratitudine”, arrivando a sollecitare scuse pubbliche nei confronti della premier.
Una presa di posizione che ha provocato la ferma reazione del Movimento civico Sveglia, forza d’opposizione nel capoluogo salentino, guidata dal segretario politico Guido Scopece.
“Il dissenso non è un torto da perdonare, ma un diritto costituzionale”
Attraverso una nota ufficiale, il Movimento Sveglia ha voluto ribadire la centralità della libertà d’espressione nel dibattito pubblico, respingendo l’idea che la protesta popolare possa essere liquidata come una semplice mancanza di rispetto istituzionale.
“Il dissenso, anche quando si manifesta in forme rumorose come un fischio allo stadio, è parte costitutiva della democrazia”, sottolinea il movimento. “Non è un affronto alle istituzioni, ma l’esercizio di una libertà che nessun ruolo di governo può pretendere di sottrarre al giudizio dei cittadini. Chiedere ‘scuse’ a chi contesta, anziché ascoltarne le ragioni, appartiene a un’idea di rapporto tra governanti e governati superata e distante dai principi della Repubblica.”
Applausi a Mattarella e il nodo ex Ilva: la distinzione della piazza
Per il Movimento Sveglia, la ricostruzione della prima cittadina leccese travisa quanto accaduto allo stadio Erasmo Iacovone di Taranto. Durante la stessa serata, infatti, il pubblico ha tributato un’ovazione al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e un lungo applauso al commissario straordinario Massimo Ferrarese.
Un segnale che, secondo la forza civica salentina, dimostra come la piazza abbia distinto chiaramente il rispetto per il Capo dello Stato dalle critiche rivolte all’operato dell’esecutivo nazionale, maturate in un territorio segnato da anni dalle gravi emergenze ambientali e sanitarie legate all’ex Ilva.
“Confondere le due cose significa non voler distinguere tra il rispetto per le cariche dello Stato e la legittima critica politica”, prosegue la nota. “Taranto vive quotidianamente gli effetti di una crisi profonda, fatta di inquinamento, bonifiche mai completate e minacce alla salute. Ridurre il malcontento a ingratitudine significa ignorare le ferite aperte della città.”
L’affondo di Scopece: “Poli Bortone si occupi delle emergenze di Lecce”
Il punto centrale dell’attacco del Movimento Sveglia riguarda tuttavia il ruolo istituzionale della prima cittadina leccese, accusata di distogliere l’attenzione dalle questioni administrative del capoluogo salentino per fare da “megafono al Governo”.
Il segretario politico Guido Scopece esprime con chiarezza la posizione del movimento:
“Non è compito della sindaca di Lecce fare da tifosa al Governo o intervenire su ciò che accade fuori dai confini cittadini. È compito della sindaca occuparsi di Lecce, dei suoi cittadini e delle loro esigenze quotidiane. Chi contesta un provvedimento o una scelta politica esercita un diritto garantito dalla Costituzione, non commette una colpa da farsi perdonare. Chiediamo alla sindaca Poli Bortone di rimettere al centro della sua agenda i problemi reali della nostra città — traffico, mobilità, decoro urbano, servizi pubblici e sviluppo economico — che attendono soluzioni concrete invece di prese di posizione su fatti che non le competono.”
Un’opposizione vigile sui problemi del capoluogo
Il Movimento Sveglia conclude assicurando che continuerà a monitorare con severità l’azione della giunta comunale a Lecce, ricordando che la tenuta delle istituzioni democratiche non si misura con il silenzio dei cittadini, bensì con la capacità di chi governa di accoglierne le istanze e le critiche.











