Finisce con un risultato rotondo e tutto sommato giusto questa 27esima giornata per il Lecce. Il Milan ha dimostrato di avere fame di punti, il Lecce ha fatto davvero poco. Senza carattere, senza crederci troppo. Anche il sogno di strappare un immeritato pareggio, agguantato a inizio secondo tempo, è durato pochi secondi. Una sconfitta pesante che, si spera, possa lasciare un segno bello grosso che sia da guida per i prossimi impegni fino alla fine del campionato. Guida da guardare ogni giorno per capire esattamente cosa non vada fatto. I rossoneri possono sorridere, difficile trovare qualcuno che non ha meritato un voto discreto. L’assenza di un giocatore fondamentale come Ibrahimovic è passata in secondo piano.
La partita
Il Lecce deve fare a meno di molto centrocampo e Liverani si affida a Mancosu sulla linea dei 3 con Tachtsidis e Petriccione. Saponara col compito di inventare. In difesa fuori Rossettini per Meccariello, mentre Rispoli sostituisce Donati. Nel Milan non c’è Ibrahimovic, ma lo si sapeva. Rebic sostenuto da tre trequartisti e Kessie e Bennacer a fare da scudo a centrocampo.
Un minuto di raccoglimento molto intenso ha preceduto le normali azioni di gioco. I calciatori, in evidente emozione, si sono raccolti in un abbraccio virtuale con tutta l’Italia.
La partita inizia subito a buon ritmo. Le due squadre sembrano intenzionate a farsi del male, senza badare alle conseguenze. Il Milan usa molto le fasce, mentre il Lecce si affida a un Tachtsidis che, almeno per i primi dieci minuti, sembra in grado di organizzare le geometrie.
Dopo le prime battute, però, il Milan aumenta l’aggressività, mentre il Lecce diventa impreciso. I rossoneri, di fatto, iniziano a prendere le misure per il gol, mentre il Lecce esce dal campo. Al 14esimo Gabriel deve mettere mano agli straordinari fermando Bonaventura a tu per tu. Dopo tre minuti deve ripetersi su un’azione fotocopia, anche se questa volta al tiro va Castillejo. Dopo altri tre minuti è Kessie a impegnare Gabriel dalla distanza. Al 26esimo, invece, il pericolo arriva da sinistra. Hernandez batte a rete ma Gabriel risponde bene. Dopo pochi secondi, però, Gabriel non può fare niente su Castillejo che porta in vantaggio i suoi con un tocco sotto rete sfruttando un ottimo assist rasoterra dalla destra di Calhanoglu. Come detto, gol meritato oltre che cercato. Gabriel ha fatto veramente il possibile per opporsi all’attacco del Milan.
I padroni di casa, mossi dall’orgoglio, provano a svegliarsi con Petriccione e Falco che duettano creando la prima azione da gol. Gol che arriverebbe dopo qualche secondo con Meccariello, se il difensore non fosse in fuorigioco di pochissimo. E’ comunque un segnale. Il primo da quando è iniziata la partita. Lapadula alla scadere avrebbe anche l’occasione per pungere. Lanciato in contropiede direttamente da Gabriel, dopo l’ennesima parata, non trova, però, l’angolino giusto. Non sarebbe stato un pareggio meritato, tuttavia l’occasione rimane un grosso rimpianto per l’attaccante leccese che, in più, deve lasciare il campo per infortunio.
Quello che resta del primo tempo è la buonissima prova di un Milan generoso come il suo marcatore (Castillejo, spesso impegnato in fase difensiva) e aggressivo dal primo all’ultimo pallone. Un Lecce troppo impreciso (Saponara e Tachtsidis su tutti) ma soprattutto poco umile (emblematico Rispoli che decide di ingaggiare duelli in velocità con Hernandez o comunque con giocatori più in forma di lui).
Il secondo tempo inizia con una buona notizia per i tifosi leccesi. Babacar sembra essere tornato in forma. Al 51esimo con Saponara costruisce un’azione degna di questo nome. Il calciatore senegalese è però impreciso sotto porta. La conferma, in ogni caso, arriva dopo pochi minuti quando si procura un calcio di rigore che capitan Mancosu realizza perfettamente. La gioia giallorossa dura veramente poco. Il Milan dopo pochi secondi ripristina il vantaggio con Bonaventura che sfrutta una respinta non precisa di Gabriel e Rebic lo spazio concessogli in contropiede dalla difesa giallorossa. Per un quarto d’ora succede nulla, segno che il Lecce, nonostante il colpo, non ingrana, fino a che Leao, appena entrato, fa poker di testa. Doccia gelida per il Lecce che stenta a capire quello che sta succedendo. Il match scivola fino alla fine senza grosse emozioni, con le due squadre che preferiscono conservare le energie per momenti di maggiore utilità.
Secondo il parere di chi scrive, il migliore in campo è Castillejo, il peggiore Saponara.




















