HomeEconomia & SviluppoCall center e clausola di salvaguardia, mobilitazione Cgil

Call center e clausola di salvaguardia, mobilitazione Cgil

Quattro presidi solo a Bari, per fronteggiare l’atteggiamento delle lobbies contrarie  all’approvazione dell’emendamento sulle clausole sociali di salvaguardia nei call center.

La clausola di salvaguardia, presente nella legislazione di tutti paesi europei, tranne che in Italia, garantisce all’operatore del call center di mantenere il posto di lavoro quando cambia l’appalto.

Data l’importanza della questione, la Slc Cgil Bari ha organizzato quattro presìdi con volantinaggio dinanzi alle due sedi telecom Italia, una al quartiere Poggiofranco e l’altra in via Napoli e davanti alla sede delle aziende Wind e Vodafone, nella zona industriale del capoluogo.

Telecom, Wind e Vodafone sono i tre più importanti gestori, facenti parte di Asstel (associazione di categoria dei call center) che stanno facendo pressione su parlamentari e membri del Governo affinché la clausola sociale degli appalti nei call center sia ritirata o resa inoffensiva.

In previsione della votazione alla Camera dei Deputati dell’emendamento, la Slc Cgil nazionale ha organizzato volantinaggi e sit-in davanti ai diversi call center e sedi di gestori. La categoria, a Bari, ha voluto manifestare per l’intera mattinata coinvolgendo decine lavoratori nei presìdi e chiedendo di firmare la Petizione “Basta La Precarietà nei Call Center” su www.change.org‪ 

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Redazione
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