Obiettivo dimenticare Avellino, battere il Varese e collezionare più punti possibili. Ma Bari è una piazza umorale, si sa. E lo sa anche Davide Nicola che, nonostante le difficoltà, chiede di appoggiare e amare sempre la squadra perché “la sconfitta qui la si vive sempre come un piccolo dramma. Ma bisogna vedere come è arrivata la sconfitta. Ad Avellino, se nel primo non abbiamo avuto coraggio nel secondo abbiamo fatto bene. Ho visto una ripresa con tanta produzione di gioco e due clamorose occasioni da goal “.
“D’altra parte – continua il tecnico biancorosso – i numeri di tiri in porta, occasioni, contrasti vinti, sono dalla nostra parte. Manca la costanza di mantenimento dei risultati che, in 30 partite, non c’è mai stata. Contro l’Avellino per esempio eravamo troppo preoccupati di non concedere spazi. Perciò quando siamo più rilassati esprimiamo il nostro gioco”.
Ma Nicola sa anche che tutti sono importanti, in primis il capitano Francesco Caputo: “La fiducia nei confronti di Francesco è stata dimostrata da tutto il gruppo in maniera forte e inequivocabile. Francesco sente questa maglia come una seconda pelle. Peccato che non c’è Giulio per il suo valore tecnico ma di Francesco ci fidiamo ciecamente”.
Ma cosa c’è che non va? Cosa blocca così tanto i giocatori? “Per me questa squadra ha carattere però non abbiamo ancora la convinzione completa dei nostri mezzi. Siamo schiavi delle critiche, delle reazioni degli altri, dei fattori esterni. Varese va affrontato con la voglia di fare la partita. Ma non si deve pensare troppo a quello che si deve fare, non bisogna farsi influenzare dai fattori esterni. Ecco, questo ci lega. Ma contro il Varese dobbiamo fare la partite. Unico obiettivo vincere”.












