HomeCulturaCarofiglio tra moralità e giustizia in una Bari irreale

Carofiglio tra moralità e giustizia in una Bari irreale

Questa volta scava nei poteri forti, nei retroscena dei processi e nei sottili confini tra moralità e giustizia, provando per la prima volta ad allontanarsi dalla scrittura ‘facile’ e dai cliché, senza sempre riuscirci.

Il nuovo romanzo di Gianrico Carofiglio (“La regola dell’equilibrio”, ed. Einaudi, pp.281) segue la via già solcata dai precedenti romanzi con protagonista l’avvocato Guerrieri, questo quarantenne – o forse di più ormai – in bilico tra istinto e timidezza.

Chi ha già letto i precedenti (pubblicati da Sellerio) è abituato allo schema protagonista-donnanuovacheglipiace, qui la protagonista femminile ha un ché di mascolino, non usa mezzi termini e riserva anche qualche altra sorpresa. Ma il punto chiave del romanzo è un altro: la magistratura. Il suo assistito è un impeccabile giudice del tribunale penale accusato di corruzione, e quella di Guerrieri è una lunga battaglia di verità, per smascherare le logiche di una malavita che può condizionare i processi, ma con sfumature impensabili per il semplice cittadino. E’ una mossa azzardata per un ex magistrato sollevare il velo su un ambiente che conosce benissimo, per raccontare una storia ai limiti della legalità e rimestare nel fango di un Paese che ormai centellina i motivi di orgoglio davanti al resto d’Europa.

L’idea, di per sé ambiziosa, si adagia però nelle dinamiche narrative usuali dello scrittore, in un susseguirsi di battute ironiche e monologhi interiori che ne fanno la cifra caratterizzante, con un eccessivo indugiare in citazioni, musicali e letterarie, in una Bari dall’aria sempre più metropolitana, dove esistono librerie notturne in cui incontrare filosofi stranieri e appassionati di softball.

Una Bari che ci piace, ma esiste davvero?

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Ida Galise
Ida Galise
laureata in Lettera Classiche, docente e giornalista pubblicista. Leggere e scrivere sono le prime cose che ha imparato da bambina, e le sembrava un peccato sottovalutarle. Vorrebbe essere onnisciente e ubiqua, ma finora non ci è ancora riuscita.

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