Presidente del Conservatorio da ottobre scorso, la incontriamo questa mattina nella sede dell’ormai suo conservatorio. Tenace, fiduciosa, ma soprattutto preparata e con un curriculum di tutto rispetto, la neo presidente non fa nulla per nascondere l’entusiasmo che ha destato in lei questo nuovo incarico.
Spiega che l’entusiasmo le viene da due ragioni principali. La prima, dedicare il proprio impegno alla crescita di un’istituzione di Alta cultura e formazione artistica, essenziale per la crescita dei giovani della nostra terra. Normalmente alla cultura non è che la politica dedichi la maggiore attenzione, spesso aggiungiamo noi, nei bilanci degli enti pubblici fa la parte della Cenerentola. Oggi, fortunatamente, qualcosa sta cambiando.
Per lo meno qualcuno comincia a rendersi conto del fatto che, se non rappresenta molto in termini economici, ha invece una straordinaria capacità d’immagine. E’, dunque, un’esperienza esaltante contribuire alla crescita di un ente di tale portata, che in fondo, come istituto di alta formazione, è un neonato: la riforma, che ha trasformato i Conservatori da licei in università, ha poco più di una dozzina d’anni. La seconda ragione, risiede nella sua formazione di giurista.
Marida Dentamaro è docente di diritto pubblico alla facoltà di Economia dell’Ateneo barese. Sui conservatori la legislazione è carente, i precedenti a cui far riferimento rari, quasi mosche bianche. Quindi, in lei è solleticato l’istinto del giurista e del ricercatore, alla scoperta di soluzioni in diritto che facilitino la crescita e lo sviluppo degli aspetti giuridici ed amministrativi, presupposti della vita quotidiana di un ente pubblico di formazione. Entusiasmo che non si è minimamente attenuato dinanzi alle difficoltà incontrate fin dall’inizio del mandato. Il suo predecessore si è dimesso ad aprile e d’allora non è stata assicurata neanche la gestione ordinaria.
Si è trovata, dunque, davanti ad una montagna di provvedimenti arretrati, compresi progetti da presentare agli enti finanziatori. Alcuni, purtroppo scaduti, nelle more del suo insediamento. Ma, sottolinea con orgoglio, se ne sono salvati una ventina e tra questi “quello di ieri sera” e mi da il programma di sala di un concerto del 1° dicembre all’auditorium della guardia di finanza dell’orchestra di fiati giovanile. Il sorriso illumina il suo viso e fa capire com’è andata la serata. La fiducia le viene anche dalla convinzione di essere supportata da un ottimo direttore, il M° Giampaolo Schiavo.
Non posso non condividere. Per due anni e mezzo, allorchè lasciai la presidenza del Conservatorio Piccinni, per assumere l’incarico di Commissario governativo al Conservatorio di Monopoli ed al patrimonio dei Conservatori di Bari e Monopoli, ho avuto l’onore ed il piacere di avere il M° Schiavo, all’epoca direttore di Monopoli, come mio più diretto e primo collaboratore. Ottimo dirigente, sensibile, capace, onesto.
Non possiamo non occuparci della nota dolente: l’Auditorium, chiuso poco dopo l’incendio doloso del Petruzzelli. Marida Dentamaro è ottimista. “Mi prendo un largo lasso temporale, perché sono una persona seria, ma entro la metà del 2016 apriremo”.
Mi spiega a proposito dei finanziamenti ministeriali, che l’ultima trance sta per essere erogata all’impresa, che a sua volta sta ultimando i lavori per risolvere un piccolo ostacolo sull’impianto elettrico, che consentirà all’Enel di allacciare la corrente elettrica entro l’anno. Saranno quindi tra dicembre ed i primi di gennaio ultimati i collaudi e si procederà ad inoltrare la richiesta di agibilità per la quale la Dentamaro sottolinea di aver già sensibilizzato al Comune, tanto il Sindaco, che la struttura burocratica.
La Senatrice Dentamaro, prima che assessore regionale è stata, infatti, assessore comunale e conosce bene la macchina amministrativa del Comune. “Conto sulla mia capacità di essere pressante, seccante, se preferisce, ma anche sulla serietà dei miei interlocutori che, sono convinta, manterranno la parola data, di esserci accanto per il bene di Bari”.
Sul finire dell’incontro, avendomi informato che ora deve mettere da un lato mano alla riforma dello statuto, a cominciare dalla previsione di un vice presidente vicario, dall’altro ai necessari lavori di manutenzione straordinaria della villa e della recinzione, “di competenza del demanio, ha scoperto”, le suggerisco a lavori del giardino ultimati di aprire alla città il conservatorio. Come? Realizzando in primavera ed autunno, stagioni splendide a Bari, alcuni concerti dei nostri migliori allievi nei magnifici giardini di cui dispone.
Il Conservatorio, che risente ancora della guida di Nino Rota, merita di essere conosciuto dai baresi e dai pugliesi, perché è davvero una delle rare perle della nostra terra. Ha accolto la proposta con entusiasmo. Se non è stato solo un gesto di cortesia, sono certo che li realizzerà. Marida Dentamaro non è persona che se crede in qualcosa non la realizza concretamente.











