Più attenzione alla regolarità degli appalti, ma attenzione ad attaccare il nuovo codice degli appalti. Così questa mattina a Bari il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, ha raccolto la pressanti richieste dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili), difendendo però il nuovo testo legislativo sugli appalti che agli edili non piace troppo. Soprattutto perchè, come ha sottolineato il presidente Ance Bari e Bat Beppe Fragrasso “sta provocando in questo periodo un notevole disorientamento nelle stazioni appaltanti e nelle imprese”, troppo spesso bloccando i lavori ed impedendo il regolare svolgimento dell’attività lavorativa.
“Auspichiamo – ha sottolineato Fragrasso – che vengano emanati al più presto i decreti attuativi e le linee guida ancora assenti, e che si conceda una proroga alle stazioni appaltanti che possa consentire, almeno fino al prossimo 31 dicembre, di esaurire i progetti definitivi ed appaltare i lavori così come previsto dalla vecchia normativa in attesa che si possa completare il passaggio alle nuove regole”.
Anche sul lavoro nero e sull’illegalità in edilizia Ance è molto chiara: “chiediamo un maggiore discrimine nei confronti delle aziende irregolari che hanno un costo del lavoro pari a un terzo di quelle che operano nel rispetto delle norme e la stessa attenzione che oggi si presta nel combattere il lavoro nero in agricoltura”.
Due gli appuntamenti a Bari sul tema dell’anticorruzione che hanno visti tra i protagonisti anche il presidente della Giunta Regionale Michele Emiliano.
Il primo evento, nella sede della città metropolitana “Impresa e anticorruzione, punti di equilibrio e limiti”, il secondo a Villa Romanazzi sul tema “Dall’istituto per le case popolari di Bari all’Agenzia regionale per la casa e l’abitare”.
Raffaele Cantone nei suoi interventi ha difeso il nuovo codice, sottolineando come si tratti di una regolamentazione del tutto nuovo: “introduce così tante novità che ha bisogno di tempo per essere digerito. Tutta la polemica di queste settimane sul numero in grossa diminuzione degli appalti è un dato oggettivo derivante dal fatto che le pubbliche amministrazioni devono anche avere un attimo il tempo per adeguarsi rispetto a cambiamenti che sono molto rilevanti”.
Interviene sul tema della corruzione e della politica anche Michele Emiliano. E lo fa con un forte richiamo alla politica.
“I politici – ha dichiarato Emiliano – a volte si dimenticano che il loro compito non è solo quello di governare o legiferare, ma anche di controllare ciò che accade nella pubblica amministrazione. Essi hanno la potestà della vigilanza e devono esercitarla secondo la legge. Quando un politico acquisisce una notizia di reato, che non significa la prova schiacciante ma anche solo la possibilità di un reato, deve denunciarlo alla magistratura, così come nel caso di danni erariali e alla pubblica amministrazione. Collaborare con gli inquirenti è fondamentale per accertare l’accaduto. Senza potestà di vigilanza e senza prevenire i fatti criminosi attraverso buone scelte politiche, la lotta alla corruzione non è possibile. Non si può scaricare questo compito solo sull’Anac, sulla bravura di Raffaele Cantone, o sulle Procure della Repubblica. Questa rivoluzione deve avvenire nella testa dei politici, ma non è ancora cominciata”.
“Promuovere un’agenzia come l’Anac è importantissimo per il supporto della pubbliche amministrazioni e per scegliere la formula contrattuale migliore, evitando errori di impostazione – ha risposto ai giornalisti con riferimento al nuovo codice degli appalti – Occorre trovare le soluzioni migliori in modo tale che, senza fermare i lavori, si possa ottenere un effetto di legalità necessario”.
“Speriamo che le norme tengano conto della realtà delle imprese e delle pubbliche amministrazioni in modo tale da non creare rallentamenti, impedimenti o confusioni dal punto di vista dell’interpretazione. Ma voglio ribadire che la lotta alla corruzione non consiste solo nello scrivere nuove norme, qui c’è bisogno che i politici prendano la responsabilità che compete loro”.











