NAPOLI (ITALPRESS) – “Due citazioni in giudizio sulla stessa vicenda che rappresenta uno spreco di denaro pubblico che non ha prodotto nessun vantaggio, ossia la ricapitalizzazione, sarebbe a dire il soccorso finanziario, nei confronti di una società partecipata inizialmente della provincia e adesso della città metropolitana di Napoli, che è la Ctp, che era la società che doveva garantire il trasporto, e lo garantiva solo in minima parte. Nei confronti di questa società sono stati erogati milioni e milioni negli anni, fino ad arrivare a un punto in cui non era più proponibile un’ulteriore ricapitalizzazione, un ulteriore esborso in questo senso, perché non c’era nessun piano industriale che consentiva di ritenere che questa società potesse rientrare in bonis, cioè di poter avere un funzionamento corretto, invece che continuare a perdere ogni anno e addirittura senza la possibilità di approvare bilanci, come è successo per un paio di anni, e non c’era nessuna possibilità di recuperare questi soldi che venivano continuamente erogati dalla città metropolitana”. Lo ha detto il procuratore regionale della Corte dei Conti della Campania, Giacinto Dammicco, in un incontro con la stampa in seguito alla notifica di due citazioni in giudizio nell’ambito della vicenda relativa alla Ctp, storica azienda di trasporto pubblico su gomma dell’area metropolitana di Napoli, posta in liquidazione e le cui attività sono state assorbite dal 2022 principalmente da AIR Campania ed Eav. Al centro delle contestazioni il “soccorso finanziario” e le ripetute ricapitalizzazioni effettuate negli anni in favore della società partecipata, nonostante l’aggravarsi della crisi economico-finanziaria. “Il danno erariale in sé complessivo, secondo noi, ammonterebbe a svariate decine di milioni di euro – ha spiegato -. Tuttavia noi possiamo perseguire soltanto le quote che non sono prescritte e che sono comunque riferite ad anni che non potevano in nessuna maniera consentire di giustificare ulteriori erogazioni. Queste erogazioni proseguono da diversi anni, ma mentre in precedenza qualche speranza di recupero della funzionalità della società Ctp poteva essere immaginata, da un certo periodo in poi, diciamo dal 2015-2016, non era più in nessuna maniera ragionevolmente concepibile l’ulteriore esborso. Perciò noi consideriamo danno erariale quello che successivamente al 2014, periodo coperto da un DPCM autorizzativo, si è verificato, ma perseguiamo soltanto quegli 11 milioni che si riferiscono al 2019 e, per quanto riguarda gli anni precedenti, quella quota che possiamo attribuire ai revisori che non hanno segnalato adeguatamente e non hanno consentito di perseguire danni pregressi, interrompendo così il decorso della prescrizione”, ha aggiunto Dammicco. xm9/vbo/mca1
Corte Conti Campania, Dammicco “Citazioni a giudizio per ricapitalizzazione Ctp”

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