Allo stadio Ezio Scida di Crotone questa sera è scesa in campo la follia. Si proprio così. Il Crotone di Ivan Juric batte il Bari di Davide Nicola per 4 reti ad 1 e la strada per i biancorossi si è messa in salita fin dal primo minuto. Anzi forse fin dagli spogliatoi, quando mister Nicola ha deciso di rimaneggiare integralmente l’undici pugliese in uomini e modulo. In campo scende Puscas al posto di Maniero, Sansone al posto di De Luca, Tonucci per Di Cesare, Porcari va in cabina di regia, così come resta ai box il più in forma di tutti Valiani. E come modulo di partenza un inedito 3-4-1-2. Una formazione mai testata, complicata da interpretare soprattutto nella fase difensiva. Giocare “a tre” dietro è ben altra cosa che con i classici due centrali e due terzini. E i problemi si vedono fin da subito. Difficile occupare il campo con movimenti e distanze mai provate così i calabresi prendono subito possesso del campo e il Bari va in bambola. Le praterie in terra barese sono un invito per i veloci attaccanti del Crotone che ne approfitta subito. In cinque minuti i padroni di casa vanno in vantaggio e colgono un palo. Per tutti i primi 45 minuti c’è solo una squadra in campo; solo un lampo di Sansone tiene a galla il Bari ma per il resto risulta non pervenuto.
Nel secondo tempo la partita termina dopo appena 13 minuti con l’espulsione di Contini e il rigore segnato da Salzano. Il 4-1 definitivo di Budimir al 30′ è solo il sigillo finale di una serata da archiviare per i galletti. Le prestazioni individuali, in una partita così, non sono giudicabili. Criticabile è invece l’assetto tattico e la continuazione del non gioco barese. Dell’incredibile decisione di stravolgere il modulo se n’è già parlato. La qualità del gioco, invece, continua a non convincere. Alla quarta di campionato non si riesce ancora ad individuare quali siano i dettami dell’allenatore. Dal centrocampo in sù ci si affida all’improvvisazione dei singoli e non si riesce a capire come giocatori che dovrebbero costruire, come Rosina, siano costretti a ripiegare fino in area di rigore per fare un’interdizione che dovrebbe essere affidata ad altri. Domenica prossima al San Nicola arriva l’Avellino e Nicola si troverà già sotto esame. Dopo ventitré giorni l’allenatore biancorosso non può già più sbagliare.











