In questi giorni si parla spesso di Cybershaming come il fenomeno social in cui si deride sul web l’aspetto fisico di qualcuno, a volte persino con insulti e minacce di morte. È recente il caso di Lecce in cui sono state coinvolte ragazzine dai 12 e 16 anni con foto prese da instagram e brutalmente modificate. La derisione dell’aspetto fisico è una grave costante nella nostra società e il Bodyshaming rappresenta solo la punta dell’iceberg di un problema culturale ben più complesso: una società fondata da stereotipi, pregiudizi, importanza eccessiva alle apparenze, scarsa empatia verso l’altro e, soprattutto, una mancanza di rispetto verso tutto ciò che è diverso.
Ma quali sono i danni psicologici con cui le vittime devono confrontarsi anche a distanza nel tempo?A esserne vittima sono uomini e donne di ogni età e, come il bullismo e altre forme di prevaricazione, il Bodyshaming mira a distruggere l’autostima e annientare le relazioni con l’altro. “Con Cybershaming ci troviamo di fronte ad un vero e proprio atto di aggressività e di patologia sociale – spiega Vincenzo Gesualdo, presidente dell’Ordine degli psicologi Puglia– In questi anni stiamo assistendo, sempre di più, ad una forte divaricazione sociale e culturale che ci porta a costruire delle dicotomie: bello o brutto, buono o cattivo. Questo porta a costruire la nostra identità più sulla negazione di quella degli altri che sullo sviluppo della propria. Abbiamo nel corso del tempo sentito la necessità di costruire degli stereotipi su cui costruire le nostre identità. I social vengono usati malamente per aggredire il diverso, chi la pensa diversamente. Bauman a tal proposito parlava di società liquida, riferito a identità liquide che per esistere necessitano di un contro altare”.
Il Cybershaming, così come per le altre forme di potere sull’altro, è un problema strutturale nella nostra società che va affrontato su più aspetti: “Il problema del Bodyshaming, così come per le altre forme di prevaricazione, – prosegue il presidente– “ non va affrontato solo da un punto di vista politico o educativo, ma richiede un urgente intervento culturale. Bisogna mettere dei freni a questo linguaggio perverso. É necessaria un’opera di riabilitazione dell’identità in quanto con queste forme violente di linguaggio vengono scalfite le basi dello sviluppo della persona, la propria autostima e il proprio riconoscimento nella relazione con l’altro”.
Le vittime, allora, necessitano di un supporto psicologico importante anche dopo i provvedimenti giuridici e scolastici presi: “Chi è vittima necessita di un supporto psicologico, in base all’età, ma anche un aiuto dalla famiglia, dalla scuola e, soprattutto, un confronto con i propri pari, per poter ripristinare le relazioni con l’altro“.











