Dal punto di vista geografico, la Puglia è nettamente divisa in due diverse sub-regioni linguistiche: a nord, la Terra di Bari con la Capitanata e, a sud, il Salento. Differenti dialetti che, radicati nei territori sin dalla notte dei tempi, presentano ancora oggi proprie peculiari caratteristiche culturali e fonetiche.
Nell’ambito della collana “Dialetti d’Italia”, Carocci Editore propone il volume “Puglia e Salento”, firmato da Franco Fanciullo, insegnante di materie linguistiche nelle Università di Potenza, Viterbo, Torino e Pisa con all’attivo circa 200 pubblicazioni, che descrive e spiega i dialetti che insistono nelle diverse realtà territoriali pugliesi, a cominciare dalle differenze fonetiche, in particolare nel settore del vocalismo, e dalle conseguenze che queste hanno avuto sulla morfologia nominale e verbale che, nei dialetti foggiano-baresi, è ben diversa da quella salentina.
Ma come si legge nel libro, la Puglia è stata, e continua a rappresentare, terra di incontro, e talora scontro, di non poche tradizioni latamente culturali, e dunque anche linguistiche, diverse (greco anzitutto, e poi, in varia misura, longobardo, arabo, slavo, francese, catalano, spagnolo, albanese). E anche di tutto ciò l’autore ne dà evidenza nel suo libro, in ambito sintattico, con il dibattuto influsso greco sui dialetti salentini, e lessicale.




















