“Una vera e propria bomba ecologica, quasi adiacente al Parco dell’Alta Murgia, tra immense distese di ulivi cuore produttivo dell’agricoltura locale. Succede a Bitonto, dove potrebbe sorgere una discarica per il trattamento ed il recupero di metalli da rifiuti. Ciò rischia di accadere nonostante il pronunciamento avverso del Tar ed il parere negativo di Arpa Puglia, perché la Città Metropolitana di Bari ha cambiato idea sulla Via. Per questo, ho depositato una richiesta di audizione in V Commissione Ambiente affinché si possano conoscere le ragioni (evidentemente molto, molto forti) che hanno portato la Città Metropolitana a fare dietrofront e concedere la proroga della Valutazione di Impatto Ambientale (Via) prima concessa, poi negata ed ora rinnovata”.
Così il consigliere regionale di Forza Italia, Domenico Damascelli. “Facciamo un passo indietro. L’iter di concessione della VIA è stato lungo e tortuoso: con determinazione dirigenziale n. 858 del 30 dicembre 2011, l’ex Provincia di Bari esprimeva pronuncia di compatibilità ambientale a favore del progetto presentato dalla società Fer.Live Srl. Nel 2013, invece, la Città Metropolitana di Bari denegava l’istanza di AIA relativamente alla proposta progettuale. Nel 2016, anche il Tar, pronunciandosi sul ricorso interposto dalla Fer.Live Srl contro il provvedimento di diniego dell’AIA, lo respingeva dichiarandolo in parte inammissibile e in parte infondato. Nello stesso anno, l’Arpa Puglia esprimeva ugualmente parere negativo sulla base delle prescrizioni contenute nel Piano Regionale di Gestione Rifiuti Speciali, che destina le sole aree industriali all’insediamento di impianti di smaltimento.
Il punto centrale della questione è proprio il luogo dove realizzare questa discarica potenzialmente pericolosissima per l’ambiente e la salute pubblica: infatti, la zona individuata per l’insediamento del sito dista circa 4 chilometri dall’abitato della frazione bitontina di Palombaio in cui vivono stabilmente 2902 residenti e si estende in una ampia zona pianeggiante coltivata ad ulivi che danno frutti pregiati da cui si ricava l’olio extra vergine di oliva a Denominazione di Origine Protetta (DOP) “Terra di Bari”. Tanto basta –e bastava- per rifiutare la proposta progettuale. Ma lo scorso giugno, con determinazione dirigenziale, la Città Metropolitana lascia tutti a bocca aperta, rinnovando la VIA che pochi mesi prima aveva negato. Facendo, di fatto, marcia indietro rispetto alle posizioni assunte dallo stesso ente nelle fasi successive dell’iter.
Allora, bisogna fare chiarezza nelle sedi opportune. La mia richiesta di audizione è a tutto campo: il presidente della Giunta e l’assessore all’Ambiente, il sindaco di Bitonto e della Città Metropolitana, l’Arpa Puglia, i dirigenti dei settori coinvolti e numerose associazioni ambientaliste. Nell’auspicio – conclude Damascelli – che venga convocata il prima possibile per compiere ogni azione utile alla tutela della salute della comunità e l’integrità ambientale degli agri coltivati”.











