HomeCronacaDivina Provvidenza. Richiesta di arresto per il senatore Azzolini (Ncd)

Divina Provvidenza. Richiesta di arresto per il senatore Azzolini (Ncd)

C’è anche il senatore di Ncd Antonio Azzolini tra i destinatari del provvedimento di arresto per il crac della Divina Provvidenza. Secondo quanto si apprende dagli inquirenti, la richiesta di arresto della Procura di Trani sarebbe già stata notificata in Parlamento. Tra le altre persone coinvolte, ai domiciliari anche due suore “massime responsabili della Congregazione delle Ancelle”.

Gli altri arrestati sono un ex direttore generale, amministratori di fatto, consulenti e dipendenti dell’Ente. Gli indagati sono in tutto 25 e tra loro compaiono professionisti, ex amministratori della Cdp e politici locali, tutti coinvolti in vari episodi di dissipazione e distrazione di risorse dell’Ente.

Stando a quanto si legge negli atti ufficiali della Congregazione il servizio pastorale delle Ancelle della Divina Provvidenza, consisterebbe nel prendersi cura delle persone colpite nelle facoltà intellettive e fisiche, privilegiando le aree di particolare necessità e di abbandono “per farsi voce di chi non ha voce”.

Questo nelle intenzioni e sul sito della Congregazione. La realtà invece sarebbe ben diversa.

Le indagini hanno chiarito invece, secondo la procura, “che i nobili principi ispiratori della venerabile missione avviata dal Padre Fondatore ormai non sono altro che un lontano ricordo”.

“Negli ultimi decenni si è invero assistito ad un lento ed incessante processo di secolarizzazione della Congregazione – è stato sottolineato – divenuta facile e ghiotta preda di poteri forti e di trame politiche; nel corso di questo processo involutivo le stesse Ancelle (o per lo meno, alcune di esse) sembrano aver completamente rinnegato i canoni fondativi della loro missione, rendendosi complici, quando non addirittura protagoniste di primo piano, dei gravi misfatti compiuti all’interno dell’Ente”.

Dei 500 milioni di euro a cui ammonta il crac delle Case di cura, oltre 350 milioni di euro sono rappresentati da debiti nei confronti dello Stato. A nove dei 10 destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del tribunale di Trani Rosella Volpe su richiesta del procuratore aggiunto Francesco Giannella e del sostituto procuratore Silvia Curone, la Procura contesta il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più reati.

Antonio Azzolini tra l’altro è coinvolto anche nella maxitruffa da circa 150 milioni legata alla costruzione del nuovo porto di Molfetta, caso su cui il Senato ha già negato l’arresto lo scorso anno.

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Redazione
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