“Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino. Noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana. E la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento. Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita.” Molti riconosceranno in queste parole un celebre film che almeno una volta tutti abbiamo visto. Parliamo dell’Attimo Fuggente, interpretato magistralmente da Robin William nelle vesti dell’amatissimo professor John Keating. E da qui che bisogna ripartire allora: dalla poesia e dall’importanza che ha oggi come allora.
Dopo la festa del papà, l’inizio della primavera che da quest’anno e fino al 2102 inizierà il 20 marzo, tocca alla festività che ricorre oggi quella della giornata mondiale della poesia. Uno dei pochi generi che continua a sovvertire e a resistere al mondo dei social e al sistema tout court. La poesia fatta di parole ma anche di immagini, di frammenti, di critica sociale. La poesia fatta di essenza e di fusione totale. La poesia diventa portatrice di corrispondenze, ovvero l’intreccio tra elementi della natura e le sensazioni tra colori, volumi e forme. Non è un caso se una delle poesie più celebri di Baudelaire scritta ne Les fleurs du Mal si chiami proprio Correspondances, la riproponiamo qui:
E’ un tempio la Natura ove viventi
pilastri a volte confuse parole
mandano fuori; la attraversa l’uomo
tra foreste di simboli dagli occhi
familiari. I profumi e i colori
e i suoni si rispondono come echi
lunghi che di lontano si confondono
in unità profonda e tenebrosa,
vasta come la notte ed il chiarore.
Esistono profumi freschi come
carni di bimbo, dolci come gli òboi,
e verdi come praterie; e degli altri
corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno
l’espansione propria alle infinite
cose, come l’incenso, l’ambra, il muschio,
il benzoino, e cantano dei sensi
e dell’anima i lunghi rapimenti.
Ma non sono solo uomini ad aver realizzato poesie indimenticabili. Tra le numerose donne che hanno reso eterni i loro versi ritroviamo diverse autrici. C’è chi ad esempio ha descritto la realtà nella sua crudeltà, pensiamo ad Emily Dickinson, poetessa americana che ha vissuto tra il 1830 e il 1866 trascorrendo i suoi ultimi anni leggendo e scrivendo chiusa nella sua camera. Un ribaltamento della realtà e delle azioni quotidiane.
Questa è la mia lettera al mondo
che non ha mai scritto a me –
le semplici notizie dalla natura dette –
con tenera maestà
Il suo messaggio è affidato
a mani per me invisibili –
per amore suo – dolci compatrioti –
teneramente giudicate – me
Una lettera al mondo, un mondo a cui viene chiesto di giudicare, teneramente. Un mondo, quello odierno, pronto all’ennesimo conflitto. E allora forse è il caso di ricordare anche una delle poesie più celebri di Rodari. Scrittore, pedagogista, poeta vissuto tra gli anni ‘20 e gli anni ‘80 del Novecento. Indimenticabile la sua celebre Promemoria che riportiamo qui:
Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare preparare la tavola, a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte: chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare, orecchie per non sentire.
Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte né per mare né per terra:
per esempio, LA GUERRA.
E se la Guerra sembra così vicina, proviamo a domandarci, nel profondo del nostro cuore, dove sia finita la pace. Se lo è chiesto anni addietro Mahatma Gandhi, politico, filosofo ma non solo vissuto tra il 1869 e il 1948. Riproponiamo qui la sua Dov’è la pace?
Quando sento cantare:
“Gloria a Dio e Pace sulla terra”
mi domando dove oggi
sia resa gloria a Dio
e dove sia pace sulla terra.
Finché la pace
sarà una fame insaziata
a finché non avremo sradicato
dalla nostra civiltà la violenza,
il Cristo non sarà nato.
Concludiamo questo excursus con la poesia di un poeta russo contemporaneo, Tibur Kibirov, perché, in fondo, l’amore, la pace e la poesia travalicano i confini e parlano tutte le lingue del mondo. In questo caso, riproponiamo la sua poesia, Dichiarazione:
Ti voglio dire,
che ti voglio
dire, che ti
voglio dire, che
voglio dirti, che
ti voglio dire,
che ti voglio.
L’amore, come la pace, è dichiarazione di intenti. L’amore come la pace si fa in due, l’amore come la pace non chiede nient’altro se non sincerità e rispetto reciproco.











