L’Unione Europea continua ad essere una suocera arcigna, restia a lasciare Paesi e popoli liberi di legiferare, spendere ed autoregolamentarsi sul piano sociale, alimentare e morale.
Si abissano sempre di più le trattive per una Brexit, che comunque arriverà a fine marzo 2019, regolamentata con trattamenti privilegiati in un divorzio che si voleva fosse il più gestito e comodo possibile.
Eppure con un monito, Liam Fox, Segretario britannico al commercio internazionale, ha avvertito che oramai le possibilità di una hard Brexit sarebbero al 60%: “Se l’Ue decide che l’ossessione teologica dei non eletti debba avere la priorità sul benessere del popolo europeo allora è una Brexit dei burocrati e non una Brexit del popolo”.
Si prospetta dunque un’uscita dura del Regno Unito dalla sfera europea, senza limature sulle quattro libertà cardine (di circolazione delle persone, merci, capitali e lavoro). Una bella gatta da pelare, che porta la sterlina ai minimi di rialzo sull’euro, all’1,2956 di cambio.
Nel frattempo un altro colosso finanziario, nel timore dell’instabilità normativa, lascia la City a favore di un’altra capitale ben piantata nell’organigramma UE. L’Hsbc (istituto bancario) “in un contesto di evoluzione politica e regolamentare in Europa”, trasferisce la sede centrale da Londra a Parigi, e con essa probabilmente un migliaio d’impiegati.
Ed è il Cancelliere dello scacchiere britannico (Ministro dell’Economia) Philip Hammond ad allertare sul possibile de profundis: “L’Unione europea si accerterebbe di mantenere buoni rapporti col Regno Unito in un periodo iniziale, ma poi prevedrebbe — sotto la maligna spinta francese — di approvare nuove norme sulle transazioni finanziarie con i Paesi terzi, status in cui rientrerà a piano titolo la Gran Bretagna dal prossimo anno, con l’effetto di ostacolare fortemente l’accesso degli operatori britannici al mercato europeo.”
Insomma la sensazione palpabile è insita nella volontà francese di usurpare il trono di Borsa agli inglesi, lavorando segretamente per boicottare qualsiasi tipo di gestazione tranquilla del fenomeno Brexit, spingendo il concorrente in una posizione di mercato sfavorevole.
Indiscrezioni, pezzi di mosaico che si compongono, ma Andreotti ci può tornare sempre utile: “A pensare male si fa peccato… Ma spesso si indovina!”











