ROMA (ITALPRESS) – El Niño torna a preoccupare la comunità scientifica internazionale. Le Nazioni Unite lanciano l’allarme e invitano governi e cittadini a prepararsi a una possibile fase climatica segnata da ondate di calore, siccità, alluvioni e tempeste più intense. Il fenomeno, che si verifica mediamente ogni due-sette anni, è legato all’indebolimento degli alisei nel Pacifico equatoriale e al conseguente riscaldamento anomalo delle acque superficiali. Un meccanismo che altera i principali equilibri climatici globali. Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, c’è un’alta probabilità che El Niño si sviluppi nei prossimi mesi e che possa durare fino alla fine dell’anno, con segnali già evidenti di un possibile evento intenso. A preoccupare gli scienziati è il contesto in cui si inserisce: un pianeta già riscaldato di oltre un grado rispetto all’era preindustriale. La combinazione tra riscaldamento globale ed El Niño, spiegano gli esperti, rischia di amplificare gli effetti estremi del clima. Le conseguenze potrebbero essere diffuse: piogge torrenziali in alcune aree del pianeta, siccità prolungate in altre, e un aumento delle ondate di calore anche in Europa. Impatti che si riflettono su salute, agricoltura ed economia. Dopo il record di temperature del 2024, gli scienziati avvertono: il prossimo El Niño potrebbe segnare un nuovo picco storico del riscaldamento globale. Per questo le Nazioni Unite parlano di un vero e proprio “campanello d’allarme climatico”, che impone un’accelerazione nelle politiche di transizione energetica.
mgg/azn
El Niño torna a preoccupare il mondo: allarme ONU

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