HomeCronacaEmergenza sbarchi: un'estate in tenda per i migranti

Emergenza sbarchi: un’estate in tenda per i migranti

Negli ultimi 4 giorni sono sbarcati in 10mila nel Mediterraneo, un’ondata oceanica che non accenna a fermarsi, tant’è che il Ministro degli Interni Minniti, già su un volo per gli Stati Uniti, è tornato a Roma di tutto punto per fare sintesi della situazione con il Premier Gentiloni.

Situazione come sappiamo, al collasso. I dati sono quelli che sono, 505.378 sbarchi in Italia nel triennio 2014-2016, 2,6 miliardi di costi per il 2015, 3,3 miliardi per il 2016 ed una previsione di spesa per il 2017 che oscilla tra i 3,8 miliardi ed i 4,2 miliardi. Nei primi cinque mesi di quest’anno sono già sbarcate ben 50.267 unità.

E se da un lato minacciamo politicamente il blocco sbarchi dalla Libia, dall’altro si iniziano a paventare misure ancora più straordinarie, per dare casa ad un flusso dirompente di immigrati che non conosce fine. Al Viminale starebbero optando o per delle tendopoli da installare in ogni Provincia, oppure di precettare “con violenza” ogni struttura pubblica sul territorio Nazionale, data anche la riluttanza di una nutrita schiera di sempre più Sindaci all’accoglienza. Caserme, scuole, capannoni abbandonati, e chi più ne ha più ne metta.

Il drenaggio di risorse, poderoso, sia dal punto di vista marittimo, che economico-sociale, che edile, a favore di una massa che non riusciamo né ad integrare né ad assimilare nel tessuto lavorativo-educativo, soffia sul fuoco di una rabbia che esplode da Nord a Sud, con a capo le periferie ghetto in rivolta.

È chiaro a tutti sulla lavagna, sia dalla parte dei buoni-sti dello spalancate le porte che dei cattivoni dell’affondate le navi, che una situazione così non è razionalmente (ma anche emotivamente) gestibile in questo modo.

I migranti umanitari, e cioè coloro che davvero hanno diritto al vitto, all’alloggio e a tutti i benefit, ahinoi sono una piccolissima parte di chi sbarca (il 5% circa). Per tutti gli altri migranti economici a caccia di fortuna, ci troviamo altamente incapaci di discernere, respingere e riaccompagnare nei Paesi d’origine, creando un collo di bottiglia pericoloso che soffoca il dibattito ed ingrassa le cooperative galvanizzate nello stipare 5 persone per 9 mt quadri. Stiamo dando loro una prospettiva da ratto di fogna, altro che trattamenti dignitosi.

In ultima analisi non ci si rende conto che così si arreca un danno irreparabile alle Terre natie, che si spopolano di giovani, donne, bambini, di persone istruite ed in salute, le uniche capaci di salpare i mari ma anche le uniche, con competenze psico-fisiche idonee per risollevare le sorti dei loro connazionali. Potendo con un’oculata politica lungimirante, sanare le ferite e permettere a chiunque di vivere senza sradicare le radici.

Per le organizzazioni criminali la torta da spartire è molto grande, si calcola che nel solo 2016 organizzare “viaggi della speranza” abbia fruttato ben 725 milioni di dollari. L’Unicef ha diffuso alcuni dati interessanti, con i soli danari che lo Stato italiano spende per tutto quanto sopra citato, avremmo potuto vaccinare 234 milioni di bambini, distribuire 51 milioni di pasti completi, libri e quaderni a 420 milioni di bambini, e AMREF (ONG, che opera nel settore) avrebbe potuto costruire 1,1 milioni di pozzi d’acqua potabile.

Insomma una tenda causa sfratto servirebbe a tutti colori i quali da Bruxelles in giù, hanno gestito poco ed in maniera miope l’esodo, pensando di poter vivere alla giornata qualcosa che interesserebbe il movimento di 50 milioni di persone.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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