Michele Emiliano lancia il suo programma per le prossime elezioni regionali, in cui vorrebbe essere il candidato del centrosinistra alla carica di Presidente della Giunta Regionale. Un programma ampio ed ambizioso che però non tiene conto innanzitutto che qui si tratta di vincere le resistenze innanzitutto della propria coalizione. Infatti la corsa per le primarie si presenta lunga e molto complicata per l’ex magistrato barese.
Da superare, infatti, c’è non soltanto il numero due di Sel, l’ex assessore all’agricoltura della Regione Puglia, Dario Stefàno, battezzato da Nichi Vendola quale sue erede designato.
I suoi principali avversari Michelone li ha in casa. E’ dal Pd che vengono le maggiori resistenze alla sua candidatura. Se per facciata Guglielmo Minervini un giorno gli tira le orecchie, l’altro lo invita al dialogo, tra un twitter ed una lettera aperta, in un dialogo più mediatico che altro, e che forse serve più a garantire la massima visibilità possibile sui giornali che una effettiva divergenza tra i due candidati (diavoletti di ghost writer…), non è un mistero che sono in molto a non vedere di buon occhio l’escalation dell’ex sindaco di Bari.
Troppo ingombrante, politicamente s’intende, troppo leader e poco propenso a dare ascolto alle correnti. Non ne parliamo di dare ascolto ai singoli esponenti più o meno importanti e più o meno portatori di voti.
Nei giorni scorsi qualcuno (si sussurra all’interno dei corridoi regionali del Pd) avrebbe messo in giro la voce che Emiliano si sarebbe accordato addirittura con Forza Italia, per il sostegno alla sua candidatura alla guida di un possibile listone civico. Notizia seccamente smentita da tutti gli interessati e nemmeno nell’agenda politica di Emiliano.
Dove trovare, allora, una sponda per Emiliano? La sua candidatura alle prossime primarie ha bisogno di un puntello. Ecco che, e questa mattina a Bari presso l’Hotel Boston c’è stata la presentazione, per l’ex sindaco si è aperta la strada di una alleanza (o meglio, di un supporto) dei Socialisti, con una figura storica della prima repubblica che a Bari non ha mai abbandonato davvero la vita politica. Si tratta di Claudio Signorile, alto dirigente del Psi dei giorni d’oro e parlamentare per ben sei legislature alle spalle.
Riformismo forte per la Puglia. Questo il nome del progetto presentato questa mattina a Bari. Un progetto di sinistra, con al centro dell’attenzione politica una forte componente socialista e riformista, e che sappia guardare da un lato alle tradizioni socialiste che, soprattutto nel capoluogo pugliese, hanno radici profonde, e dall’altro alle possibili intese di un centrosinistra che fino ad oggi ha presentato più proclami che riforme e valori consolidati.
Sarà dunque Signorile la stampella di Emiliano? Probabilmente si. Sarà sufficiente a superare lo stillicidio di polemiche e veleni in corso all’interno della coalizione? Probabilmente no. Del resto, si sa, quando si tratta di primarie, nel Pd non si guarda in faccia a nessuno. Ce lo ha insegnato lo stesso Emiliano!












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