L’estate è un periodo che si contraddistingue sempre per cambiamenti notevoli a tavola: ritmi diversi e piatti spesso lontani rispetto a quelli che si è abituati a mangiare sono fattori che possono rendere difficile la quotidianità di chi ha a che fare con la celiachia.
Per fortuna, la vita di chi soffre di questa patologia multifattoriale, che comporta l’insorgenza di una reazione immunitaria a fronte dell’assunzione di glutine, è oggi molto più facile anche in vacanza.
A dimostrarlo ci pensano le risorse fornite da Aic (Associazione Italiana Celiachia), che mette a disposizione una guida contenente i riferimenti di circa 4000 locali sul territorio nazionale attrezzati per accogliere soggetti celiaci che necessitano di una dieta di privazione.
Anche se gli esercizi in questione sono tanti – nel 2000, su scala nazionale erano poco più di 100 – può capitare di non avere sempre modo di sceglierli quando si esce a mangiare in vacanza. In questi frangenti, la cosa giusta da fare è informare tempestivamente il personale del locale in merito alla propria condizione medica.
Chi decide di far tacere i morsi della fame con un pranzo gustato in spiaggia, può optare per un panino con le verdure, pasto completo e salutare. Come prepararlo? Scegliendo ingredienti come la farina di mais o quella di avena, notoriamente gluten free.
Per i pasti a casa, si può fare scorta di alimenti senza glutine senza problemi sul web, grazie a portali certificati e sicuri come quello di Farmacia CEF, una delle principali realtà di cooperazione nel settore, “sbarcata” nel mondo dell’e-commerce all’inizio di quest’anno.
Quando si parla di estate a tavola e di celiachia, non si può non dedicare un cenno al gelato, una delle leccornie più apprezzate della bella stagione. Chi soffre di celiachia – gli esperti del Ministero della Salute ritengono che tale condizione riguardi circa l’1% della popolazione italiana, più o meno 600.000 persone, 400.000 delle quali ancora in attesa di diagnosi – deve essere certo dell’assenza di glutine non solo nel cono, ma anche nei gusti.
Se il latte, lo yogurt bianco naturale, le uova e lo zucchero non sono ingredienti problematici, lo stesso non si può dire di alcuni semilavorati e basi. Ecco perché, prima di concedersi il “peccato di gola”, è bene documentarsi sulla filiera produttiva. Le gelaterie adatte ai celiaci, per esempio, devono avere spazi adatti a impedire il rischio di contaminazione da parte del glutine durante la gestione degli altri ingredienti.
Più semplice è la situazione quando si parla di gelati confezionati che, quando possono essere assunti dai celiaci, presentano simboli come la spiga barrata o la dicitura gluten free.












