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Farmaci equivalenti,. La determina della discordia. Ancora 30 giorni di stop per la determina 458 Aifa

Ancora trenta giorni di stop per la determina Aifa 458 del 31 marzo 2016 sull’equivalenza terapeutica. Aifa ha, infatti, deciso di sospendere per la terza volta la determina che ha fatto tanto discutere nei mesi scorsi e sulla quale ancora ieri è arrivata la ferma opposizione di associazione dei medici e dei pazienti.

La determina, di fatto, consentirebbe alle Regioni di mettere a gara differenti principi attivi scegliendo il meno costoso.

Secondo il Tribunale per i diritti del malato, si tratta di una determina che, se trovasse applicazione, “porterebbe a conseguenze gravi su diversi fronti: i pazienti si ritroveranno, nel corso di una cura già in atto con determinati farmaci, ad essere curati con molecole diverse, perché meno costose, a prescindere dall’equilibrio trovato e per i potenziali effetti avversi derivanti da molecole non del tutto adatte per quel paziente. La compliance e l’aderenza al farmaco quindi potrebbero diminuire, complicando molto la vita dei malati cronici che assumono giornalmente molti farmaci”.

Anche SIFO (Società italiana dei farmacisti ospedalieri e dei servizi territoriali delle aziende sanitarie) ha preso parte al tavolo di discussione organizzato da Cittadinanzattiva–Tribunale per i diritti del malato con l’obiettivo di approfondire gli spazi di riflessione e i nuovi scenari aperti dalla Determina 458.

Pur avendo contribuito con spirito costruttivo alla definizione di una position paper condivisa, SIFO ha deciso di non aderire al documento finale prodotto dal tavolo, non riconoscendosi nel suo posizionamento.
LUCI E OMBRE – Se, da un lato, la Determina 458 di AIFA raggiunge l’obiettivo di garantire equità e uniformità nell’accesso alle cure attraverso un parere di equivalenza motivato e documentato cui le Regioni devono attenersi, di contro non chiarisce le modalità per garantire la continuità terapeutica, con particolare riferimento ai pazienti affetti da malattie croniche nei quali il trattamento farmacologico è consolidato, efficace, sicuro e tale da permettere una qualità della vita accettabile, ovvero con un rapporto beneficio/rischio favorevole.

LE PROPOSTE DI SIFO – In questo senso sarà importante che le Centrali di Acquisto elaborino capitolati di gara secondo il nuovo codice degli appalti tenendo conto dell’equivalenza terapeutica espressa da AIFA ai fini dell’acquisto dei farmaci in concorrenza vera, ma al contempo consentano di rendere disponibili i farmaci necessari a garantire la continuità terapeutica per le aree di cronicità.

“I farmacisti di SIFO ritengono necessario- afferma il presidente SIFO, Marcello Pani- che AIFA definisca i criteri da utilizzare per stabilire l’equivalenza terapeutica anche attraverso un confronto con le Società Scientifiche e le Associazioni, recependo utili e costruttivi suggerimenti per il raggiungimento degli obiettivi comuni: appropriatezza delle cure e aderenza alle terapie, sostenibilità del SSN, riallocazione dei risparmi ottenuti nelle gare di acquisto per sostenere l’accesso ai farmaci innovativi”.

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Redazione
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