Le farmacie online e la possibilità di comprare su internet alcune categorie di medicine sono ormai una realtà: sui siti e-commerce delle farmacie – a partire da questa mattina – arrivano i farmaci da banco, comodamente acquistabili da casa. Ma che tipo di farmaci è possibile acquistare? Conviene davvero acquistarli online? Ci sono rischi? E che garanzie si hanno sul farmaco acquistabile online?
Proviamo a fare un po’ di chiarezza.
Ma che tipo di farmaci è possibile acquistare?
Attualmente è possibile acquistare esclusivamente farmaci da banco ovvero farmaci senza obbligo di prescrizione medica, pensiamo ai vari antiacidi, sciroppi per la tosse ecc. acquistabili oggi nelle normali farmacie, ma non è escluso che in futuro l’acquisto di farmaci con obbligo di prescrizione medica, futuro piuttosto remoto almeno in Italia a causa di due problemi fondamentali, la ben nota “ignoranza informatica italiana” e il lavoro colossale di censimento, integrazione ed “esposizione” delle banche dati del Ministero della Sanità che comporterebbe centinaia di migliaia di ore di lavoro di tanti sistemisti applicativi e di sistema, tanto da poter essere definito come l’insieme delle “Dodici fatiche di Ercole”
Conviene davvero acquistarli online?
La maggiore disponibilità e varietà di prodotti e la possibilità di ribasso dei prezzi di alcuni prodotti soprattutto in altri paesi dell’unione possono portare il consumatore inesperto a sottovalutare controindicazioni e ad abusare dello strumento in questione alimentando sindromi come quella d’accumulo seriale di farmaci.
Ci sono rischi?
Come per tutti gli acquisti on-line in cui si compra uno stereo e si riceve un mattone. Il Direttore Generale di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha dichiarato che nei siti non certificati, spesso, ci si trova ad acquistare farmaci che non posseggono neanche il principio attivo. Quindi se si vuol fare ricordare di scegliere siti certificati.
Che garanzie ho sul farmaco che è acquistabile online? E’ davvero sicuro?
Una croce bianca su quattro bande di sfondo, tre in varie tonalità di verde e una in grigio. E’ il logo europeo che la Commissione Ue ha adottato per “certificare” i siti delle farmacie e degli altri esercizi autorizzati dagli stati membri a vendere farmaci on line. Il bollino diventerà obbligatorio per tutte le farmacie europee a partire da oggi e dovrà essere apposto su ogni pagina web dalla quale si commercializzano farmaci, nel tentativo di combattere i siti illegali che vendono medicinali contraffatti o non autorizzati. La Commissione ha anche previsto, al fine di evitare le contraffazioni, un sistema di criptaggio che dovrebbe (il condizionale è sempre d’obbligo in questi casi) impedire il “furto” e la replica dell’immagine da parte dei pirati informatici. Viene inoltre lasciato agli stati membri dell’Unione l’onere di decidere se fare ricorso alla sicurezza elettronica (ovvio che si) e il tipo di strumento adeguato a mantenere Impenetrabile il livello di sicurezza. Immaginate se qualcuno riuscisse ad inserirsi nel sistema cosa potrebbe accadere. Oltre a quanto già detto nel logo, ogni Paese provvederà a riportare la propria bandiera, da collocare sotto la croce e accanto alla dicitura che invita a verificare la regolarità del sito. Il link reindirizzerà l’utente al portale in cui ogni autorità nazionale pubblicherà l’elenco delle farmacie autorizzate.
Tiriamo le somme.
Partiamo dall’assunto che non stiamo comprando le scarpe a prezzi scontati, o l’ultimo smartphone alla moda. Si tratta di medicinali con degli effetti collaterali, a volte anche gravi, il cui acquisto su internet comporta, come tutti gli acquisti effettuati con tale modalità, l’impossibilità di controllo diretto sulla merce da parte del cliente che potrà effettivamente conoscere la data di reale scadenza e l’integrità del prodotto solo al ricevimento del pacco contenente quanto ordinato. Ma questo resta soltanto uno dei problemi, per altro nemmeno il più rilevante.
Ma questo servizio era davvero necessario?
Probabilmente no visto la capillarità della distribuzione di farmacie sul territorio, la garanzia di disponibilità, tempestività, puntualità e precisione del presidio sanitario. Peraltro questa è anche l’opinione di Annarosa Racca Presidente nazionale di Federfarma.











