Andrea Camplone si presenta a Bari e al Bari. Prima, però, il presidente Gianluca Paparesta ufficializza Razvan Zamfir quale nuovo direttore sportivo biancorosso. Poi torna sul nuovo tecnico: “Con Camplone – dice Paparesta – dovremo raggiungere il massimo, so che sarà dura ma anche attraverso piccoli correttivi in questa finestra di mercato potremo raggiungere questo obiettivo”.
Camplone però non si perde in chiacchiere: “Puntiamo a vincere il campionato – dice – senza passare dai playoff. La mia esperienza mi insegna che i playoff sono un terno al lotto e dobbiamo andare in serie A dalla porta d’ingresso. Io e il mio staff siamo carichi e ansiosi di iniziare questa avventura. Bari è una grande vetrina, un trampolino importante per un allenatore. Così come sono importanti i giocatori che sono già a mia disposizione. Gente di qualità e devo studiare bene la situazione perché sarà difficile lasciare fuori qualcuno. In questi giorni lavoreremo per dare un’infarinatura generale, l’importante è che ci sia la disponibilità dei ragazzi a cambiare testa e adattarsi al mio calcio. Un calcio, a mio modo di vedere, che deve essere aggressivo e propositivo, ma anche rischioso. In qualsiasi caso un calcio bello da vedere”.
Camplone arriva in un Bari problematico che, nel tempo, ha perso ritmo e armonia: “Nella mia squadra tutti devono essere partecipi, il collettivo è fondamentale. Ma a Bari succedeva il contrario, quando mancavano le giocate dei singoli, veniva meno tutta la squadra. Per esempio Maniero: se non ha fatto gol bisogna capire perché, io vedevo che il Bari andava poche volte al cross e lo cercava poco. Con una squadra che gioca palla a terra, più corta, andremo ad esaltare le sue caratteristiche”.
Il Bari è già ricco di risorse tecniche ma al nuovo coach servirà qualche necessario innesto: “Siamo carenti a sinistra – continua Camplone – e poi ho chiesto una mezzala che sappia inserirsi sempre. Il portiere, invece, non è una priorità. La società è comunque pronta a soddisfare le mie esigenze”.











