HomeCulturaArteFòcara 2016: tra i protagonisti ci sarà anche Regina Galindo

Fòcara 2016: tra i protagonisti ci sarà anche Regina Galindo

Regina Galindo presenta alla Fòcara 2016 il suo “nuovo corpo”; in occasione dell’importante appuntamento culturale salentino, che unisce folklore, musica e arte contemporanea, l’artista centroamericana realizzerà il 15 gennaio 2016, a partire dalle ore 15, un’inedita performance in un podere tra Novoli e Campi Salentina.

L’azione, che sarà compiuta in prima mondiale, consiste nel costruire, in collaborazione con gli abitanti di Novoli, un “abito difensivo” fatto di fascine di legno intorno al suo corpo; un gruppo di volontari misti, uomini e donne, ricopriranno infatti di fastelli l’artista, che sarà posta su un basamento in tufi e terra su due livelli (per una altezza totale di oltre 3 metri). L’affastellamento restituirà poi l’idea di una pira “ieratica e austera” di tralci di vite molto simile a quella della Fòcara.

L’operazione, realizzata sotto la direzione artistica di Giacomo Zaza, è stata ideata dalla Galindo in stretta correlazione con il tema del fuoco rigeneratore e propiziatorio; muovendosi da una concezione storico-sociale del falò e dall’idea che esso sia un efficace antidoto alle avversità, l’artista guatemalteca ha guardato con attenzione agli aspetti religiosi meno dogmatici connessi alla manifestazione, individuando nella forma della Fòcara anche un simbolo di protezione contro i soprusi sulle donne: “il corpo vivente dell’artista diventa la metafora del fuoco che combatte le persecuzioni, in particolare alle donne, che allontana i linciaggi e i pregiudizi etici e morali”.

Quella della Fòcara è per Regina Galindo una nuova e suggestiva tappa di un percorso artistico ben preciso, basato sulla denuncia delle discriminazioni razziali e sessuali, e allo stesso tempo degli abusi che derivano dalle relazioni di potere; la contestazione delle disuguaglianze e delle ingiustizie, che trova origine nel contesto socio-politico del suo paese d’origine, il Guatemala dilaniato da anni di guerra civile e da una feroce dittatura, trae nuovi spunti di riflessione e una particolare trasposizione artistica in Salento, attraverso “un gesto che affronta il rischio fisico e psicologico” e che si carica di ulteriori significati e simbologie.

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