“La Provincia non riesce ad assicurare le manutenzioni scolastiche ormai da mesi e qui si gioca ancora a maggioranza e opposizione”. Il gruppo consiliare di Forza Italia a Palazzo Dogana interviene sui ritardi che stanno mortificando la situazione degli edifici di istruzione, che da ottobre sono abbandonati. I dirigenti frattanto si attrezzano e lanciano l’allarme alla Procura della Repubblica, all’Ufficio regionale competente, al Ministero dell’Istruzione, alla Prefettura ed alla stessa Provincia.
L’INTERROGAZIONE | I consiglieri Marco Camporeale, Gianvito Casarella, Paolo Latorre e Raimondo Ursitti preparano intanto un’interrogazione consiliare, per chiedere al presidente Francesco Miglio cosa abbia in animo di fare, quali strategie abbia in serbo e come mai non abbia sin qui coinvolto la totalità del Consiglio provinciale.
“Ancora una volta – osserva il capogruppo provinciale di Fi, Camporeale – subiamo uno sterile atteggiamento di contrapposizione, anche su temi come questo, che invece ci vedrebbero in prima linea al fianco dell’amministrazione, a prescindere dalle posizioni di partenza e dalle liste di appartenenza. L’idea è che per Miglio si tratti di una eterna campagna elettorale, e non della guida di un Ente che il Governo ha deciso di ridurre alla fame”.
TRA NORMATIVE E INTERPRETAZIONI ERRATE DELLA POLITICA | Alla scadenza dei contratti e delle proroghe anche sotto la gestione commissariale, la Provincia aveva indetto a ottobre una gara d’appalto, per dotare le scuole superiori delle manutenzioni ordinarie. Intoppi in sede di apertura delle buste e necessari approfondimenti della commissione di gara hanno allungato i tempi. Intanto, il Governo ha tagliato ulteriori fondi alla già martoriate e moribonde Province, facendo mancare la copertura finanziaria necessaria a consentire la firma dei contratti, al termine delle gare per i 4 lotti di Foggia, Manfredonia, San Severo e Cerignola. Ma solo questi ultimi due sono ancora in alto mare, mentre a Foggia e Manfredonia si è partiti da alcuni mesi. “La legge – interviene Casarella – avrebbe consentito di prorogare i vecchi contratti, nelle more dell’espletamento della gara che era già stata bandita. Invece la Provincia di Miglio ha scelto la via della proroga a soli 2 mesi, fino ad ottobre, di fatto un periodo insufficiente ad assegnare l’appalto. E ora le scuole patiscono i disservizi”.
L’INIZIATIVA DELLE SCUOLE DI CERIGNOLA | Nei giorni scorsi, l’iniziativa dei dirigenti scolastici, a partire da Cerignola: Pio Mirra (Iiss Pavoncelli), Giuseppe Russo (Iis Righi), Giuliana Colucci (Liceo classico Zingarelli), Salvatore Mininno (Ite Alighieri) e Luigia Rita Leone (Liceo scientifico Einstein) hanno inviato una dettagliata missiva in cui lamentano “l’inesistenza della necessaria e continua manutenzione ordinaria”, con tutti i pericoli derivanti anche in tema di sicurezza.
IL PRESIDENTE MIGLIO | Dalla Provincia, malgrado il tema sia stato sollevato più volte in Aula dal consigliere cerignolano Casarella, e malgrado l’emergenza riguardi anche la sua San Severo, Miglio non ha mai manifestato in quale modo intenda procedere. “Sappiamo di riunioni di maggioranza convocate sul tema – fa sapere Camporeale – ma se fin qui ci siamo astenuti dal colpevolizzare Tizio o Caio è perché abbiamo un’idea diversa di cosa pubblica, specie in una fase storica così delicata”.
“Diverse scuole sono molto antiche – spiega Casarella – e sono provate da questa assenza di manutenzione. La Provincia avrebbe potuto rimodulare il tutto in maniera più equa, se le risorse sono venute a mancare all’improvviso: impensabile che i contratti siano partiti solo su Foggia e Manfredonia, mentre il resto dei Comuni aspetta chissà fino a quando. E gli operatori, che attendono i pagamenti pregressi, sono in cassa integrazione ormai agli sgoccioli. Il problema è anche far comprendere a Roma che gli Enti locali così avanti non possono andare. Lo vediamo ogni giorno ad ogni latitudine. Per questo non comprendiamo lo scarso coinvolgimento delle ‘minoranze’ da parte di Miglio: siamo pronti ad andare a Roma al suo fianco per gridare le nostre ragioni”.











