Una perdita incalcolabile per il mondo dei fumetti. Sabato scorso ci ha lasciato Gallieno Ferri, uno dei maestri del fumetto italiano, noto al grande pubblico soprattutto come il “papà” di Zagor e “principe dei disegnatori dello Spirito con la Scure”.
Ferri era nato a Genova, nel quartiere industriale di Rivarolo, il 21 marzo 1929, diplomatosi geometra Il fumetto lo strappa al suo destino professionale a 19 anni nel 1948 quando l’editore Giovanni De Leo lo sceglie per disegnare due serie avventurose: “Il Fantasma Verde” e “Piuma Rossa” che firma con lo pseudonimo di Fergal.
Nel 1951 inizia una collaborazione con il mercato francese che entusiasmano Sergio Bonelli che trova in Ferri il disegnatore ideale quando nel 1960 si presenta alla redazione della casa editrice di Tex. L’intento era quello di dare vita a un personaggio che incontrasse il favore dei ragazzi, senza però scivolare nell’infantilismo caratteristico di alcune pubblicazioni, anche se di grande impatto, per l’epoca.
Così nasce Zagor, un eroe forte, giusto e dal fisico prestante che diventa presto uno dei più grandi successi del fumetto italiano che Ferri rende protagonista di oltre 120 episodi e quasi 600 copertine, dando vita alla sua personale interpretazione di western che contenesse anche comicità ed in grado anche di raccontare storie che svariassero dai vampiri alla fantascienza.
Tuttavia tradisce il suo “figlio prediletto” poche volte quella più importante alla metà degli anni Settanta, quando Sergio Bonelli gli ha chiesto di disegnare l’altra sua creatura “Mister No” per il quale disegna il numero 1 e le prime 115 copertine.
Schivo e riservato Ferri aveva festeggiato il compleanno numero 87, lo scorso 21 marzo, nella sua casa di Mulinetti ‘regalando’ alla casa editrice Bonelli una anteprima delle tavole che stava disegnando per “La maledizione dei Dragovic“, scritta da Jacopo Rauch. A dare la notizia della scomparsa è proprio la casa editrice milanese Sergio Bonelli Editore, che lo saluta come “Principe dei disegnatori dello Spirito con la Scure” fumetto a cui è rimasto sempre fedele.
Noi molto sommessamente ci uniamo a questo saluto: Ciao Gallieno.











