HomeEconomia & SviluppoGeopolitica europea, gli incroci tra Italia e Germania

Geopolitica europea, gli incroci tra Italia e Germania

L’asse Roma Berlino non è mai stata così attiva. Negli ultimi giorni infatti a farla da padrona è stata la notizia dell’acquisizione di nuove quote di Commerzbank da parte di Unicredit, con una partecipazione che ora si attesta al 21%. Nonostante le rassicurazioni sull’impegno nella creazione di un gruppo forte e stabile a livello europeo, sono numerose le preoccupazioni che hanno investito la politica e vari stakeholders tedeschi. Che sia con un ingresso nel consiglio di amministrazione della banca o in una delle numerose filiali presenti sul territorio, senza considerare i 40 mila tra lavoratrici e lavoratori sul territorio, la notizia ha certamente creato scalpore e preoccupazione ma anche molto interesse.

Di fatti dall’inizio del mese di settembre, Unicredit segna un +8%, mentre Commerzbank un +24% sintomo che l’interesse da parte degli investitori ci sia, nonostante Scholz abbia parlato di “unfreundliche Attacken und feindliche Übernahmen “attacchi inappropriati e acquisizioni ostili”.  Insomma, il clima sembra tutt’altro che sereno in Europa, così come nel resto del Mondo a partire dal Medio Oriente.

Eppure, proprio quest’estate un’altra notizia italo-tedesca avrebbe potuto certamente fare più scalpore mediatico ma probabilmente, vista la tematica trattata che scalda meno gli animi dei non addetti ai lavori, è passata un po’ più in sordina e pertanto ha interessato meno le prime pagine dei nostri giornali e telegiornali. Tuttavia, questo tipo di notizia, dovrebbe interessarci forse più della possibile acquisizione di Commerzbank da parte di Unicredit. Parliamo della joint venture tra Leonardo e Rheinmetall. In questo caso non parliamo più di due colossi bancari. Leonardo infatti è un gruppo industriale internazionale che realizza capacità tecnologiche in ambito aerospazio, difesa e sicurezza con quote del 30% nelle mani del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Mentre Rheinmetall è una azienda tedesca produttrice di armi da fuoco. Nel luglio del 2024 infatti le due aziende hanno siglato un MoU (Memorandum of Understanding), volto alla creazione di una nuova Joint Venture paritetica che ha l’obiettivo di sviluppare un approccio industriale e tecnologico di respiro europeo nel campo dei sistemi di difesa terrestre. Il 60 % delle attività sarà realizzato in Italia.  Due colossi che si uniscono per sviluppare insieme armi. Di difesa, ma pur sempre armi. Chiamiamoli Lynkx o Main Battle Tank, la sostanza non cambia, sono carri armati di ultima tecnologia.  Un tema da non sottovalutare nei prossimi mesi, a maggior ragione se arrivano conferme proprio da Rheinmetall, di ordini importanti di munizioni da mortaio da parte di un paese NATO. Qualcosa insomma si muove, e dovrebbe interessarci in prima persona prima che le immagini che abbiamo tante volte visto in televisione o sui social siano quelle delle nostre abitazioni.

Una cosa è certa: si va sicuramente verso un intensificarsi del dialogo tra Roma e Berlino che già a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina hanno dovuto fronteggiare la diversificazione delle fonti energetiche e di gas provenienti da San Pietroburgo. Ora dovranno affrontare altre tematiche molto calde: quella identitaria, quella economica e quella legata all’immigrazione.

Nonostante i tanti proclami infatti, l’Italia continua ad esser vista come la giusta mèta per turismo e relax, e questo certamente dovrà cambiare nella mentalità tedesca. Sul fronte economico poi c’è da tenere presente il tema molto caldo del debito europeo che, al momento interessa più l’Italia che la Germania, ma si sa le cose cambiano in fretta… E poi c’è il tema dell’immigrazione: l’Italia è da tempo porta e porto sul mar Mediterraneo. La Germania, che nel corso degli anni ha accolto nuclei sempre più numerosi di immigrati provenienti dalla Turchia, ma non solo, oggi perfettamente integrati nel tessuto economico-sociale, strizza da qualche tempo in maniera sempre più insistente l’occhio all’Olanda e al suo possibile passo indietro sul patto per l’immigrazione e l’asilo che mira a redistribuire più equamente gli arrivi in Europa. Che sia motivo questo di nuovi attriti sull’asse Roma Berlino o riuscirà a tornare il sereno sui nostri cieli?

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