Dramma nel dramma. Tra la paura di perdere la propria baracca, illegale e fuori da ogni minima norma igienica, e la voglia di chiamare un posto “casa”.
Due cittadini di nazionalità africana, probabilmente del Mali, sono morti durante la scorsa notte a causa di un incendio di vaste proporzioni che si è sviluppato all’interno del ”Gran Ghetto”, la baraccopoli che si trova nelle campagne tra San Severo e Rignano Garganico.
L’incendio, che ha distrutto in breve tempo un centinaio di baracche di legno, si è sviluppato improvvisamente e con violenza, grazie anche al forte vento che ha alimentato le fiamme e ha reso difficile le operazioni di spegnimento.
Quando si è sviluppato il rogo, che in pochi minuti ha avvolto numerose baracche dove circa 200 persone si erano strenuamente opposte allo sgombero, subito sono arrivati i soccorsi di vigili del fuoco, carabinieri e agenti di polizia che stavano già presidiando parti dell’area sgomberate.
Ancora tristemente in primo piano, dunque, la situazione nel famigerato “Gran Getto” che ieri per tutta la giornata è stato, parzialmente, sgomberato dalle forze dell’ordine.
I soccorritori non hanno potuto far altro che spegnere le fiamme, ma non sono ancora riusciti a recuperare i due cadaveri.
“Al momento – ha detto un ufficiale del vigili del fuoco intervenuto sul posto – non è possibile capire se si tratti di incendio doloso o meno, anche se questa è una delle ipotesi che stiamo valutando perché le fiamme si sono sviluppate in modo violento e improvviso”.
Intanto, a seguito delle operazioni di sgombero, non tutti gli “ospiti” sono stati trasferiti. Alcuni dei 350 migranti nella baraccopoli si sono rifiutati di lasciare il Ghetto. A Foggia, in mattinata, circa 200 persone hanno manifestato davanti alla Prefettura chiedendo di parlare con il prefetto.











