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Giornata mondiale della lotta alla tubercolosi: anche la Puglia s’impegna per l’informazione e la raccolta fondi

Anche a Bari arriva la Giornata mondiale della lotta alla tubercolosi. Celebrata il 24 marzo, si estenderà al 23 e 26 del mese per presentare ai cittadini attività ed eventi organizzati dall’Associazione Onlus Stop tb Italia, partner italiano della “Stop Tb Partnership” di Ginevra, braccio operativo della Organizzazione Mondiale della Sanità, sotto l’egida diretta delle Nazioni Unite. Proiezioni di pellicole cinematografiche, concerti, mostre fotografiche per informare e raccogliere fondi per combattere una patologia tutt’altro che debellata.

È il Mycobacterium tuberculosis, un batterio, a causare la tubercolosi. La trasmissione dell’infezione avviene per via aerea, a causa dell’esposizione al microrganismo presente nelle goccioline di saliva o di secrezioni bronchiali, prodotti da persone con tubercolosi della laringe o polmonare, attraverso colpi di tosse o starnuti. I sintomi della tubercolosi polmonare sono tosse, perdita di peso, dolore toracico, febbre, sudorazioni e si può verificare anche la presenza di sangue nell’espettorato. L’esame preliminare più diffuso per diagnosticare una forma tubercolare è il test della tubercolina, detto test di Mantoux: la reazione positiva a questa analisi indica che il sistema immunitario è già venuto a contatto con il batterio della tubercolosi.

La prevenzione di questa patologia si è da sempre basata su misure igienico-sanitarie generali e su regimi alimentari equilibrati facendo sì che la diffusione presentasse un andamento inversamente proporzionale alla crescita economica di un paese.

Purtroppo, allo stato attuale, la tubercolosi non può essere considerata una malattia del passato, infatti ogni anno si registrano circa 9 milioni di nuovi casi, di cui l’80% concentrati in 22 Paesi. Sebbene sia una malattia curabile, ogni giorno nel mondo muoiono 4700 persone per tubercolosi. In Italia la malattia non è più endemica ma colpisce ancora circa 5000 persone all’anno, appartenenti soprattutto alle fasce più deboli della popolazione. Inoltre la comparsa di categorie a rischio sempre più numerose – poveri, immigrati, soggetti con HIV o altre immunodepressioni – e l’aumento del numero di casi di multiresistenza ai farmaci costringe le istituzioni e la società civile a mantenere viva l’attenzione verso una malattia che si pensava scomparsa e che invece presenta ancora oggi pesanti ripercussioni sulla salute pubblica.

Le iniziative baresi del 23, 24 e 26 marzo sono promosse in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione della ASL della Provincia di Bari, il Museo della Fotografia del Politecnico di Bari, l’Istituto di Igiene dell’Università, la società Auxilium Ente Gestore del C.A.R.A. di Bari, l’As.NAS – Associazione nazionale assistenti sanitari – e con il patrocinio dell’Assessorato al Welfare del Comune di Bari.

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