La Grande Guerra della Brigata “Barletta”

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Sono molti i reparti militari del Regio Esercito Italiano che si sono distinti durante la Grande Guerra. La Brigata di fanteria “Barletta” è certamente uno di questi. Venne costituita nel marzo del 1915 ed aveva il suo comando in Puglia. Essa raccolse idealmente l’eredità del Battaglione “Lacerenza”, un’unità dell’esercito meridionale.

Negli anni dei moti risorgimentali, il patriota Raffaele Lacerenza era partito da Barletta al comando di un gruppo di volontari e si era unito ai mille di Garibaldi, sbarcati in Sicilia. Il reparto, su espressa richiesta degli stessi volontari, assunse il nome del patriota pugliese.

I “nostri” soldati si distinsero in combattimento per eroicità e coraggio e compirono numerosi atti di valore.

Successivamente, per la fattiva collaborazione alle imprese di Garibaldi nei due mondi, Barletta fu prescelta come sede di reclutamento di uomini per la Terza guerra di indipendenza italiana del 1866.

La Brigata fu sciolta nel 1877, ma venne ricostituita alla vigilia della prima guerra mondiale. Essa comprese i Reggimenti 137° e 138° e, dal 1915 al 1918, fu impiegata in varie battaglie.

Il battesimo del fuoco avvenne nei primi giorni dell’agostodel 1915 sul monte Sei Busi, dove resistette con onore agli attacchi austriaci.

Il 6 novembre, la brigata venne trasferita nei pressi di Redipuglia.

Alla guida del generale Giuseppe Vaccari, partecipò agli scontri in val gadena e zone limitrofe.

Nel giugno del 1916 combatté sul Monte Cimone, sul Monte Zebio, in Val di Nos e prese parte alle terribili battaglie dell’Isonzo.

Tra il 1917 e il 1918, fu protagonista della difesa del Tagliamento e, in seguito all’offensiva austriaca sul Piave, fu trasferita sul Montello, dove si distinse per i combattimenti contro le posizioni avversarie.

L’8 settembre 1918 venne trasferita in Albania, per presidiare la zona della Vojussa.

Alla fine della guerra fu inviata in Montenegro e Dalmazia, zone di occupazione interalleata, dove operò fino all’agosto 1919.

Nel luglio 1920, la brigata Barletta fu nuovamente sciolta.

Per i sacrifici e gli atti di valore compiuti sul Carso e in occasione della eroica difesa del Piave, autentico momento di svolta per l’esercito italiano nella prima guerra mondiale, la Brigata Barletta si è meritata la Medaglia d’argento al valor militare.

Le parole di encomio per le decorazioni alla bandiera di guerra restituiscono solo in parte l’eroismo dei soldati che portarono onore alla città di Barletta.

“Con impeto travolgente e generoso tributo di sangue, espugnò fortissime linee e capisaldi avversari e, sebbene quasi isolato, vi si mantenne, sotto la furia di bombardamenti micidiali, animosamente rigettando gli ostinati ritorni offensivi dell’avversario. Le sue mirabili virtù militari confermava nei successivi combattimenti.»

 

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