Ci sono film che, entrati o meno nella storia della cinematografia nazionale, hanno contribuito, in maniera determinante, a “costruire” l’Italia e gli italiani. Pellicole che, a buon diritto, possono considerarsi pietre miliari e fondamento dell’identità nazionale tricolore. Giovanni De Luna nel libro “Cinema Italia”, pubblicato da UTET, propone ai lettori un affascinante percorso storico che, attraverso i film quali documenti del periodo in cui venivano realizzati, rivisita i gusti del pubblico e la temperie culturale delle diverse epoche storiche. Un’inedita lettura del modo in cui il cinema ha contribuito a “fare gli italiani”.
De Luna, che ha insegnato Storia contemporanea all’Università di Torino ed è firma della “Stampa” nonché autore di Rai Storia, conferma che i film spesso sono lo specchio di un presente in procinto di farsi storia. E così, la ricca e dettagliata carrellata comprende l’immediato dopoguerra di Ladri di biciclette, i primi venti del boom di Un americano a Roma, la lotta sociale de La classe operaia va in paradiso, ma anche l’edonismo pre Mani pulite di Yuppies o Vacanze di Natale. In molti casi, inoltre, proprio il cinema, arte nobile e popolare insieme, ha voluto farsi a sua volta strumento di indagine storica, che fosse propaganda di stato o contestazione intellettuale: Cabiria, La grande guerra, Una giornata particolare, La notte di San Lorenzo, La meglio gioventù. Solo per citare alcuni titoli contenuti nel libro.
Giovanni De Luna, non tralasciando anche qualche sortita nel cinema straniero, ricostruisce la storia del nostro paese per come l’abbiamo vista, o meglio, voluta vedere al cinema noi italiani, che fossimo di volta in volta sceneggiatori, registi o solo semplici ma appassionati spettatori.




















