Tra la fine della seconda rivoluzione industriale e il nuovo secolo l’Europa si apre a importanti cambiamenti con grandi invenzioni che porteranno a modificare completamente le abitudini dell’uomo. Tra queste la realizzazione del sogno di produrre immagini in movimento: il cinematografo, la straordinaria invenzione che in qualche modo rivoluzionerà la cultura del XX secolo.
Il 13 febbraio del 1895 i fratelli Lumière brevettano il cinématographe e girano la prima pellicola il 19 marzo: L’uscita dalle officine Lumiére. Dopo diversi esperimenti e affinando la tecnica, i due fratelli fanno debuttare in pubblico la propria invenzione a Parigi il 28 dicembre dello stesso anno. Il luogo prescelto è il seminterrato del Salon Indien du Grand Café, storico locale parigino di Boulevard des Capucines, in cui vennero proiettati 10 cortometraggi, dalla durata di un minuto, tra cui il primo passato alla storia: La Sortie de l’usine Lumière, (L’uscita dalle officine Lumière), una sorta di documentario, in cui viene mostrato un gruppo di operai, per la maggior parte donne, al momento dell’uscita dalla fabbrica Lumière a Montplaisir, alla periferia di Lione.
Il costo dell’entrata era di un franco, un’operazione commerciale per attirare giornalisti e potenziali acquirenti. E tra gli spettatori c’era Georges Méliès, colui che in seguito verrà considerato il vero fondatore della settima arte, del cinema inteso come spettacolo.
Il successo di questa invenzione supererà non solo le aspettative dei più scettici, ma perfino degli stessi fratelli Lumière convinti che il pubblico si sarebbe subito stufato, affermando che il cinema sarebbe stata “un’invenzione senza futuro”. Contro ogni previsione, guardare la vita quotidiana degli altri o di se stessi (non erano infrequenti le auto-rappresentazioni) sul grande schermo e salvarla nel tempo divenne il potere di registrazione delle cose, finanche di vittoria sulla morte.
Assistere alle proiezioni cinematografiche, così, gratificava lo spettatore attraverso il vedere senza essere visto, come un “dominatore” del mondo, osservandolo da prospettive e sequenze diverse e cogliendo il fascino dello scoprire luoghi lontani, reali e immaginari.




















