Non è compito agevole comprendere e descrivere come sia cambiata la società italiana negli ultimi anni, con particolare riferimento anche alla crisi del ceto medio, considerato come il vero cuore del tessuto sociale ed economico del Belpaese. Tante e profonde le trasformazioni sociali ed economiche, accompagnate dalla crisi e dal ripiegamento del ceto medio.
Ad aiutare nell’ardua interpretazione di fatti, analisi e dati può certamente dare una mano il breve saggio “L’Italia che conosco”, pubblicato da Carocci Editore e firmato da Giuseppe De Rita, presidente del CENSIS (Centro studi investimenti sociali) che ha contribuito a fondare nel 1964, tra i più autorevoli e acuti osservatori delle trasformazioni dell’Italia contemporanea in termini economici, sociali e culturali, e da Mirko Grasso, storico e saggista.
Nell’arco di cento pagine, il volume racconta l’Italia, con le sue tante potenzialità ma senza tralasciare le sue numerose storture, in un autentico mosaico dell’italica identità. Una mappa attraverso cui ripercorrere i tratti di continuità e discontinuità, riconoscere il cambiamento, prima, e i fattori di ripiegamento della società italiana, dopo.
Il libro spiega il complesso fenomeno nella dimensione contemporanea e prospetta sempre possibili vie d’uscita, senza rassegnarsi a quel che sembra un inevitabile declino. Un’analisi lucida e critica, che pone sotto i riflettori la centralità del tema del ceto medio, che lascia intravedere, all’orizzonte, possibili barlumi di speranza.











