Propaganda, politica e censura. Intorno al potere della parola. Sono quindici gli scritti di George Orwell, di cui cinque inediti in lingua italiana, che ruotano attorno ai predetti temi, con particolare riferimento all’uso distorto del linguaggio politico, giornalistico e letterario, quelli che compongono la raccolta “Il potere e la parola”, pubblicata da Piano B Edizioni. Apre il libro un saggio introduttivo di Diana Thermes, docente di storia del pensiero politico europeo presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università Roma TRE.
Composti prevalentemente tra gli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso, i saggi che compongono l’antologia sono in grado, anche ai nostri giorni, di illustrare, con sconcertante accuratezza, oltre settant’anni più tardi, l’attualità.
Le distorsioni consistono nelle “narrazioni” che divengono surrogati dei resoconti fattuali, la scomparsa della realtà oggettiva e la sua sostituzione con l’interpretazione di comodo, il potere esercitato dalle notizie false nelle società moderne, i concetti di post-verità e la distorsione del linguaggio stesso ad uso di determinate ideologie.
Rileggendo le parole di Orwell, anche a distanza di decenni, le stesso appaiono profetiche e acutissime. Di rilievo i cinque saggi presenti e mai pubblicati prima in Italia dal titolo “Che cos’è il fascismo?”, “Parole nuove”, “Sotto il naso”, “Svelare il segreto spagnolo” e “Libertà del parco”. Saggi composti in un periodo cruciale per lo scrittore e giornalista, in cui produsse alcune delle sue opere più celebri come 1984 e La fattoria degli animali.











