Il Senato salva Azzollini. Sembrava tutto chiaro fin da quando il capogruppo dei senatori del Partito Democratico Luigi Zanda aveva lasciato libertà di coscienza ai propri senatori, invitati a votare “secondo il proprio convincimento esaminando con attenzione la decisione assunta dalla Giunta delle immunità l’8 luglio e i documenti pubblici disponibili”.
Con 189 “no”, 96 “sì” e 17 astenuti l’Aula del Senato ha bocciato la richiesta di arresti domiciliari nei confronti del senatore pugliese del Ncd Antonio Azzollini avanzata dalla Giunta per le immunità di Palazzo Madama in merito al crac della casa di cura Divina Provvidenza di Bisceglie.
La Giunta presieduta dal pugliese di Sel Dario Stefàno, com’è noto, aveva dato parere favorevole all’arresto, ma l’Aula di Palazzo Madama ha capovolto il voto. Dopo le relazioni del presidente della Giunta e del relatore di minoranza Nico D’Ascola (Ncd), l’Aula ha rilevato, col no alla richiesta, il vizio di fumus persecutionis nel provvedimento di arresto che la Procura di Trani ha emanato nei confronti dell’ex presidente della commissione Bilancio (recentemente dimessosi).











