Argomenti dell'articolo
Il Verona disputa la partita della vita, il Lecce, almeno per un tempo, è il grande assente della serata. Nel secondo qualche segnale c’è, ma è comunque la frazione nella quale si eclissa per dieci minuti subendo la rete decisiva, paradossalmente nel momento in cui stava alzando la testa.
Nella sostanza, poco attivo in attacco, a parte un palo di Banda, riesce a creare davvero poco e dimostra problemi con la finalizzazione.
Ora il cammino si complica. Il Verona, dal canto suo, si rialza e merita la vittoria, che lo fa uscire per la prima volta dalla zona retrocessione. Al momento il Lecce rimane a +4 dallo Spezia e +1 dal Verona stesso.
Il primo tempo
Il Verona parte subito forte e spaventa il Lecce al 2′ con una traversa di Djuric. L’alto centravanti, ben servito da Lazovic, prende il tempo a Baschirotto e colpisce forte e preciso. Talmente preciso da prendere il legno più alto.
Dopo pochi minuti il duello si ripropone, ma questa volta Falcone non è immobile e si distende alla sua destra e devia in angolo.
Le due squadre amano ripartire in velocità e al tempo stesso non rischiare. E’ troppo importante la posta in gioco, soprattutto dopo la sconfitta dello Spezia con la Cremonese.
Belli, al tempo stesso, i duelli tra Baschirotto e Djuric e Ceesay e Hien, senza che nessuno si tiri indietro.
Tuttavia il Lecce non crea molto, tranne un tiro di Gallo dalla distanza e qualche idea di Strefezza, mal interpretata dai suoi compagni
Il tempo si conclude, senza recupero, con una rovesciata, bella ma poco fruttuosa, di Di Francesco.
Il secondo tempo
Il tempo si apre con i tentativi di Strefezza e Di Francesco, poco convinti, ma che danno l’illusione di un Lecce più sveglio del primo tempo.
Al 60′, però, è il Verona ad avere una doppia occasione: Abilgaard di testa (bravissimo Falcone) e conclusione da lontano di Magnani. Due gesti che spaventano il Lecce tanto da farlo reagire.
Infatti succede qualcosa di strano. Tra il 60′ e il 70′ è il Lecce a intensificare gli sforzi, ma al 70′, nel momento di maggiore spinta del Lecce, il Verona passa con Ngonge con un tiro precisissimo da fuori area.
A questo punto Baroni ci prova con quattro punte, mettendo Banda e Colombo. Al 77′ il palo di Banda è simbolo di una occasione letteralmente divorata dal 22 leccese, che, dieci minuti dopo, ha un bello spunto, trovando Montipò che si supera in angolo.
Al 90′, poi, l’occasione capita sul sinistro di Hjulmand che calcia da fuori area, ma anche qui Montipò blocca.
Nonostante un piccolo assedio del Lecce, il Verona tiene e si porta a casa tre punti d’oro.
Sala stampa
Davanti ai microfoni dei giornalisti si presentano Baroni e Zaffaroni.
Per l’allenatore degli ospiti quello appena terminato è un risultato pesante, frutto di una partita ben gestita e altrettanto bene giocata. Rimane un pezzo da aggiungere per raggiungere il risultato finale. Occorre rimanere umili e nonostante la soddisfazione e i se, bisogna lottare per quello che è l’obiettivo attuale. Dedica finale per una persona che sta lottando una battaglia complessa e per i tifosi che hanno affrontato una trasferta lunghissima.

Per l’allenatore di casa il Lecce ha avuto il problema a trovare la porta. Allo stesso tempo un avversario che gioca un calcio complicato ha messo in difficoltà il Lecce. Quella di oggi è sì una sconfitta pesante, ma il Lecce continua ad avere tutto nelle sue mani. Rimane l’obbligo di continuare a lavorare ed essere compatti, perché solo il lavoro può pagare e può essere utile in questi casi. Nelle quattro partite che mancano c’è tutto il campionato del Lecce. La mancanza di gol è un problema, ma non il problema. Non c’è da fasciarsi la testa, e fare gol non deve diventare un qualcosa da guardare con preoccupazione. La squadra ha pagato un po’ di pesantezza e di stanchezza mentale, per aver giocato su campi importanti.











