La mano destra non sa quel che fa la sinistra, e viceversa? Potrebbe essere questa la sintesi dell’interpretazione del gruppo regionale dei fittiani sulla vicenda dell’Ilva. Tra piani di risanamento dilatati nei tempi e nei modi, vendita a privati, promesse di blocco di tutta la produzione per la salvaguardia della salute pubblica, forse, non ci si capisce più nulla.
Il gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti interviene sulla questione Ilva e afferma che è francamente stucchevole continuare a leggere sull’Ilva dichiarazioni di autorevoli rappresentanti del Governo Regionale e Nazionale – per altro dello stesso colore politico e dello stesso partito, il PD (che esprime sia il Presidente della Regione Emiliano sia il Presidente del Consiglio dei Ministri Renzi) – in contrasto così violento tra loro, a cui si associano come tifosi allo stadio altri schierati chi di qua e chi di là.
Chi governa non può permettersi di perdersi in chiacchiere: chi governa ha il dovere di ricercare e attuare soluzioni che diano il segno della responsabilità e del senso del dovere. Abbiamo capito che Renzi è contro Emiliano ed Emiliano è contro Renzi. Di mezzo ci tocca ascoltare i vari Bellanova, Vico, Lacarra, Galletti… tutti a discettare di Ilva. Tutti buoni a sprecare fiumi di parole, ma chi fa qualcosa per l’Ilva e per il territorio di Taranto?
Sembra che l’Ilva sia diventata per questi politici uno strumento per apparire e un’occasione per propagandare anche il SI al referendum. Eppure la questione Ilva è di vitale importanza per la Puglia e per il Paese per i risvolti che porta in sé, pensiamo solo alla produttività utile a migliorare i conti dell’Italia in rapporto ai parametri europei, alle preoccupazioni per l’occupazione che vuol dire sostentamento delle famiglie e benessere fisico-psichico e sociale della persona, alla necessità di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema di quel territorio e, infine ma non ultimo, di salvaguardia dello stato di salute umana ed animale. E non è solo un problema di inquinamento a fabbrica funzionante; è anche un problema di bonifica dei siti inquinati perché Emiliano può anche proporre la chiusura ma è l’ecosistema che è compromesso e continuerà ad agire sullo stato di salute di quella popolazione anche ad Ilva ferma.
Ma a parte i comunicati da singolar tenzone, chi tra Renzi e suoi tifosi da una parte ed Emiliano e la sua squadra dall’altra parla di bonifica e di risorse utili alla bonifica? Chi punta sul miglioramento delle condizioni di Igiene e Sicurezza del Lavoro? Chi valuta il miglioramento dei sistemi di tutela ambientale? Chi – e questo è compito specifico di Emiliano- spinge sul potenziamento della Prevenzione e su un Piano di Riordino Ospedaliero rispondente alle necessità epidemiologiche di quel territorio? Non bastano gli organi tecnici serve una Politica forte, unita e decisa che progetti, programmi, assuma impegni di spesa e metta in atto interventi responsabili e seri.
Il problema Ilva non può prestarsi né ad annunci da televendita né a starnazzi da cortile né tanto meno a tifo da stadio tra la squadra di Emiliano e quella di Renzi. E allora stiano zitti ed impieghino il tempo che sprecano a parlare con i fatti. Di chiacchiere congressuali del Pd ne abbiamo le tasche piene.











