L’Ilva è in sciopero. Questa mattina si sono fermati per quattro ore i lavoratori del primo turno degli stabilimenti di Taranto, Novi Ligure, Racconigi e Marghera. La protesta è indetta da Fim, Fiom, Uilm, Usb e Flmu in concomitanza con la scadenza relativa alle manifestazioni di interesse per l’affitto o la vendita del siderurgico. I lavoratori del secondo turno sciopereranno dalle 19 alle 23.
Finora hanno reso nota la presentazione della propria manifestazione di interesse il gruppo siderurgico Marcegaglia e la Cassa depositi e prestiti. Entro giugno prossimo, stabilisce la legge, andrà individuato il nuovo soggetto gestore dell’Ilva.
A Taranto si è tenuto anche un corteo che, passando attraverso le principali vie del centro cittadino, ha raggiunto la prefettura, dove è svolto nella tarda mattinata il sit in programmato.
“La manifestazione e lo sciopero odierni sono la rappresentazione plastica della volontà dei lavoratori e della società tarantina di non rassegnarsi al declino di una realtà produttiva e industriale che merita di tornare ad essere il fiore all’occhiello del sistema industriale ed economico nazionale, con la capacità di coniugare produttività e sostenibilità, nel rispetto dell’occupazione, dell’ambiente e della salute dei cittadini”.
Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia, commenta così. “L’ultimo decreto approvato è nebuloso, con troppe omissioni, contraddizioni e incertezze sul futuro dello stabilimento siderurgico più grande d’Europa, sia dal punto di vista ambientale che da quello industriale e occupazionale – attacca ancora Pugliese – Per ciò che concerne l’ambientalizzazione, c’è chi dichiara che si deve applicare il pre-ridotto di ferro e chi invece parla del rinvio dell’Aia al 2017, dando peraltro facoltà, a chi dovesse subentrare, di rinviarlo ulteriormente. Per i livelli occupazionali, inoltre, non esistono garanzie di sorta. Occorre lungimiranza e soprattutto occorrono garanzie concrete a tutela dei lavoratori, sia diretti, che dell’appalto e dell’indotto, per evitare che, ancora una volta, il conto della crisi economica e industriale sia pagato dai lavoratori. E stavolta siamo di fronte a un conto troppo salato, conseguenza dell’incapacità di tanti Governi, che non siamo più disposti a subire”.
“Il Comune di Taranto, di Grottaglie, di Monteiasi, di San Giorgio Jonico, e di Novi Ligure; la provincia di Taranto; la Regione Puglia – tutti con i loro gonfaloni – il Pd, la Confindustria oggi a Taranto, a quasi 4 anni dalla crisi della siderurgia jonica, di nuovo insieme a manifestare con i sindacati, i lavoratori dell’Ilva, dell’appalto e dell’indotto”.
Così Giancarlo Turi, segretario generale UIL Taranto, durante la manifestazione per le vie del capoluogo jonco, che precisa “alla vigilia dello sciopero, avevamo rivolto l’appello a tutto il mondo del lavoro jonico, alle Istituzioni, alla politica, alla società civile dell’intera provincia ad unirsi in questa manifestazione; e la risposta è forte e significante, è sotto gli occhi di tutti”. Sottolinea “oggi ribadiamo al Governo – e lo facciamo con accanto istituzioni, politica, Comunità jonica che si sono unite a noi – che disponga misure idonee per ambientalizzare, bonificare, garantire il lavoro agli oltre quindicimila lavoratori che vedono pesantemente compromesso il proprio futuro. Questo è ciò che vogliamo, che vogliono lavoratori, Istituzioni, Comunità jonica oggi con noi”.











