Una lista di impresentabili dopo gli accertamenti della Commissione Antimafia del Parlamento. Un elenco che, second0 le soffiate date alla stampa nel pomeriggio di ieri, vedrebbero iscritti 20 nomi di candidati cosiddetti impresentabili alle prossime elezioni regionali, che comunque sono stati inseriti nelle liste. Di questo elenco 4 sarebbero pugliesi.
“Si parla di una dozzina di nomi ma i dati sono parziali” ha detto l’M5S Francesco D’Uva, componente della commissione antimafia. I 4 impresentabili pugliesi sarebbero (ma soltanto domani si avrà l’ufficialità) due per coalizione: Giovanni Copertino (Forza Italia, Bari); Fabio Ladisa (Popolari per Emiliano, Bari); Massimiliano Oggiano (Oltre con Fitto, Schittulli presidente, Brindisi) e Enzo Palmisano (Movimento politico per Schittulli, area popolare Brindisi). Gli altri impresentabili sarebbero campani.
Michele Emiliano ha subito chiesto il ritiro di Ladisa dalla competizione elettorale, con una procedura che non solo è irrituale ma non è neanche possibile. Tutto questo il magistrato candidato delc centrosinistra lo sa benissimo. ma preferisce la linea dura. “Preso atto della comunicazione ufficiale della Commissione nazionale Antimafia chiedo al coordinatore della lista UDC, Realtà Italia, Centro Democratico di ritirare il candidato Fabio Ladisa dalla competizione elettorale”.
Ma proprio Ladisa non ci sta, ed affida ai social network la sua difesa, con tanto di pubblicazione del casellario giudiziario.
“Quanto accaduto nelle ultime ore – commenta Ladisa – è pura e semplice macchina del fango: sono oggetto di una vera e propria distorsione mediatica. Smentisco categoricamente quanto asserito da alcune testate giornalistiche, a proposito delle motivazioni sul mio inserimento nella lista di candidati impresentabili da parte della Commissione Antimafia. Distorsioni della realtà come questa non fanno che danneggiare il lavoro di tante persone oneste, come il sottoscritto: non ho mai ricevuto un avviso di garanzia, non ho mai ricevuto un avviso di conclusione d’indagine e pertanto non sono né indagato, né imputato. I fatti sono risalenti al 2011, l’unica vicenda giudiziaria che mi vede coinvolto riguarda una vertenza tra due aziende per rilevare o meno del personale che è sfociata in denuncia reciproca”.
“Nel merito – spiega ancora Ladisa – riguarda una vicenda tra due aziende private per un credito vantato da una società non da me rappresentata e altra società debitrice non da me rappresentata; il reato di estorsione è contestato nella forma del tentativo; la minaccia, partita presuntivamente dalla mia utenza telefonica, sarebbe quella di non assumere i lavoratori se la società debitrice non avesse saldato il suo debito; i lavoratori sono stati comunque assunti; il processo inizierà la sua fase istruttoria nel mese di dicembre”.
Difende i propri candidati anche Francesco Schittulli. “Per amore della verità intendo precisare che: Massimiliano Oggiano, candidato a Brindisi, è stato assolto in primo grado dai reati ai quali fa riferimento la Commissione Antimafia; Enzo Palmisano, sempre candidato a Brindisi, è stato assolto, per i reati che attengono alla Commissione Antimafia, perchè il fatto non sussiste, per un altro reato (falso ideologico) non attinente alla suddetta Commissione, benchè prescritto, ha comunque fatto ricorso in Cassazione”.
Resta da capire per quale motivo il controllo sulla candidabilità sia susseguente all’ufficializzazione della presentazione delle candidature (e non preventivo, magari fatto a livello locale, dalle Prefetture e dalle Corti d’Appello territoriali), e perchè le leggi sulla candidabilità o incandidabilità di chi è sottoposto a procedimento giudiziario siano così farraginose. C’è qualcuno che vuole continuare a marciarci?
Già nella passata tornata elettorale abbiamo avuto il clamoroso caso di Mazzarano, a cui tutto il Pd aveva chiesto e strachiesto le dimissioni da candidato (cosa, lo ribadiamo ancora una volta, impossibile) salvo poi dimenticarsi tutto ed accoglierlo nel proprio gruppo una volta eletto (ricorda bene l’episodio proprio Emiliano).
Intanto la situazione in Puglia appare nebulosa in questi ultimi giorni di candidatura.











