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James Senese: a Bari destinazione “Napoli Centrale” con le splendide cicatrici della sua musica

James Senese a Bari e dintorni: non è stata la prima volta e non sarà l’ultima, ma sempre, almeno da noi, Senese riempie piazze e teatri, lasciando pubblico e critica soddisfatti. Come sabato scorso al Teatro Forma, sold out per l’occasione.

James (Gaetano è il suo vero nome) è un raro esempio di “contaminazione” artistica naturale: immaginate un afroamericano calato perfettamente nell’anima e nella cultura napoletane e avrete un artista rimasto “a metà strada fra Napoli e il Bronx” come ama egli stesso dire. Da questa sospensione non nasce un conflitto, ma una integrazione a livello mentale che cala l’amore per John Coltrane, il soul e il blues autentici dei neri, nella realtà dei vicoli e dei diseredati dei quartieri più poveri di Napoli. “Il mio sax – dice – porta le cicatrici  della gioia e del dolore.” Da questa forza emerge un linguaggio che fonde idiomi e stili in una miscela originale e inconfondibile.

La figura di James Senese appare in sordina sulla scena italiana alla fine degli anni ’60 come sassofonista degli Showmen, gruppo di pop melodico che scalava le classifiche italiane con estrema facilità, grazie anche alla voce potente e felicemente impostata di Mario Musella. Ma già nel 1975 Senese ha la testa da un’altra parte: con l’amico Franco Del Prete fonda i Napoli Centrale, ispirandosi alla stazione ferroviaria partenopea, e si inserisce a pieno titolo nel rock progressivo italiano: è un momento di grande fermento nell’area napoletana al punto di parlare di una West Coast italiana (De Piscopo, Bennato, De Sio, Esposito).

I Napoli Centrale pubblicano due album storici di forte impatto in cui viene fuori tutta la vena creativa di Senese, la sua istintività, la visceralità. Jazz, funky, rhythm and blues sposano le tematiche sociali delle condizioni dei lavoratori, della dura vita dei contadini, dei rapporti fra padrone e servo; liriche come pugni nello stomaco nel puro dialetto del popolo (“…po’ figlio do bracciante ‘a campagna è sulamente rine rutt’ e niente cchiù”).  I Napoli Centrale diventano un gruppo aperto, un progetto con vari collaboratori: ed è così che capita a caso un certo Pino Daniele.

Nel 1980 sarà poi Senese a suonare come gregario nel gruppo di Pino: è il 1980, l’anno di “Nero a metà”, un disco fondamentale nella carriera di Pino, realizzato con Agostino Marangolo alla batteria, Ernesto Vitolo alle tastiere, Gigi De Rienzo al basso, oltre a Senese. Ora James ha richiamato questi amici e ha organizzato un tour nei teatri per promuovere l’ultimo suo disco “ ‘O sanghe”, fermandosi per tre tappe in Puglia: Massafra, Ostuni e Bari al Teatro Forma, dove noi lo abbiamo seguito.

Rivederlo sul palco è come ritrovare un vecchio amico, riconoscersi nel suono del sax tenore e del sax soprano, condividere il ricordo dei momenti passati, apprezzare i tentativi di innovazione. Si registra una certa flessione che è soprattutto una riflessione verso una fase più lirica e meno aggressiva, più che giustificata a 70 anni.

Qua e là spuntano sprazzi di jazz e funky soprattutto negli interventi di Vitolo, mentre  De Rienzo costruisce basi armoniche. Il concerto si apre con “Alhambra” che rimanda alle influenze dei migliori Weather Report, e dopo aver dichiarato la sua vitalità con “So vivo”, James si lascia andare al lirismo di “Tutto o niente”, “Mille poesie”, “ ‘O nonno mio”, senza trascurare l’omaggio a Pino Daniele (“Chi tene ‘o mare”). Ma tutta la rabbia, tutta la grinta, tornano con “Campagna”: il vecchio leone ruggisce ancora, indomabile! a difendere “gli ultimi, i meno fortunati”. Qualche assolo pirotecnico e creativo di Marangolo e poi arrivano “Vecchie, mugliere, muorte e criature”, dal giro di basso insistente e ossessivo, con il grido lacerante dello sradicamento e dell’emigrazione sud-nord. Si chiude con “Simme iute e simme venute” per scivolare infine nel bis di “Bon voyage”.

Grazie James, Gigi, Agostino, Ernesto: “La musica è l’unico linguaggio universale che può salvare le nostre vite” (J. Senese).

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