HomePoliticaJunker: “Accogliere i migranti”

Junker: “Accogliere i migranti”

L’area di libera circolazione all’interno di Schengen non dev’essere messa in discussione né tanto meno l’accoglienza, perché dalla Siria, dalla Libia, dall’Eritrea scappa gente meno fortunata di chi è nato in Europa e sogna una vita migliore.

E’ questo il fulcro dell’intervento di Junker nel lungo pensiero che si concede con “Repubblica”, e liquida come estremismi populisti i respingimenti dei barconi.

Nel frattempo però c’è un’altra storia, come quella ungherese dove il premier Orban ha recintato i confini con un muro spinato alto 4 metri e lungo 175 km. Messaggio che piace a Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, e che da il senso fisico della protezione del suolo Nazionale. Il monito del presidente della Commissione UE va anche a punzecchiare la Le Pen in Francia, Farage in Inghilterra ma forse anche lo stesso primo ministro britannico Cameron.

E’ ovvio che lo spaccato di visione per quanto massiccio, pone sempre al centro l’enorme emergenza migratoria che sta colpendo il nostro Continente. Per il 2015 se verranno confermati questi ritmi, sono previsti un milione di arrivi. Cifra assolutamente insostenibile e dissacratoria della logistica urbana, finanziaria e sociale delle popolazioni ospitanti.

Forse un ritorno al controllo nazionale della territorialità con basi comuni di diritto internazionale potrebbe ovviare il problema. Mettere sul tavolo i minimi comun denominatori per l’accoglienza e regole certe e serie per i migranti economici, i delinquenti, gli scafisti.

La clandestinità è un reato checché ne dica il Governo italiano, e rigettarne le inqualificabili sfaccettature drenerebbe l’ostativo sentimento xenofobo dei cittadini.

La protervia con cui s’è ideologizzato l’argomento agonizza il dibattito da talk show tra favorevoli e contrari. Quando tutti, senza polemiche, dovrebbero convenire che l’unica ricetta sana sia il rispetto di un protocollo rigido che comunque preservi il risvolto umanitario della kafkiana questione.

Il regime di normalità, che da anni abbiamo dimenticato, è l’unica bussola verso cui orientare le scelte politiche.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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