La favola di Baschirotto si lega indissolubilmente alla storia dell’US Lecce creando una sinergia che per il momento porta ai giallorossi tre punti preziosi ma che, in ottica futura, scrive una pagina di sport che rimarrà agli annali. Federico Baschirotto, nato a Isola della Scala nel 96, che solo quattro anni fa militava in Serie D, è la rappresentazione vivente della meritocrazia nel mondo del calcio. La gavetta, per lui, non è un termine buttato lì, è la sua ragione di vita. E allora, il difensore leccese riesce piano piano a entrare nelle grazie di Baroni e trovare un posto al centro della difesa diventando titolare inamovibile, benché nasca come esterno destro. Ieri sera, contro l’Atalanta di Gasperini, la consacrazione con un gol decisivo. La seguente corsa verso la Curva Nord e l’esultanza con la parte più calda del tifo giallorosso rappresenta un legame fra il calciatore già beniamino dei tifosi e la terra che lo ha accolto e lo incoraggia domenica dopo domenica riconoscendo il sudore frutto del lavoro e dell’impegno costante.
Lecce-Atalanta, però, non è solamente questo. E’ la vittoria di Baroni, dopo fin troppe critiche esagerate e pretestuose. E’ la vittoria di un modo di interpretare il calcio in maniera puntigliosa, maniacale nei confronti dei particolari e dei dettagli. E’ la vittoria di un allenatore che ha messo finalmente a posto la difesa leccese abituata a ballare troppo spesso.
La partita inizia con un salvataggio di Pongracic al 4′ minuto su Zapata, salvataggio che, ripensandoci, rappresenta un momento chiave del match. Al 15′ è Colombo ad avere una buona occasione dopo un assist di Gendrey, che andava a concludere una bella azione corale del Lecce sulla destra. Ma la partita cambia al 28′ quando Baschirotto realizza di testa il gol del vantaggio e apre al Lecce la strada della vittoria. Perché l’Atalanta è al tappeto, tanto da imbambolarsi e concedere agli uomini di casa il bis. Colombo è bravo a rubare palla a centrocampo, Di Francesco è bravissimo a incunearsi in area atalantina, a dribblare tutti compreso il portiere e a battere a rete. Altro primo gol, altra favola. La figlia di Di Francesco è in tribuna ad assistere all’impresa del padre e riceve da lui baci e cuori. Il Salento esplode. Il Lecce è in vantaggio per due a zero sull’Atalanta, ma sa, al tempo stesso che resistere per un’ora alla Dea non è impresa facile. Ancora più perché al 40′ Zapata, ben lanciato in area, realizza il gol dell’1-2 e riapre il match.
Il secondo tempo, però, inizia in controtendenza rispetto alle previsioni. E’ il Lecce a provarci per primo con Strefezza che spaventa Sportiello al 50′. Qualche minuto dopo sale in cattedra Falcone, che si supera sul colpo di testa di Okoli. Il resto è storia, con l’Atalanta che ci prova ma è imprecisa e il Lecce che tiene bene dietro, facendo gioire i suoi tifosi per la prima vittoria casalinga e per la conquista di 3 punti fondamentali per la corsa salvezza.











