Dovranno attendere un’altra settimana gli appassionati di libri vecchi e usati, cartoline, mappe, incisioni e tanto altro che verrà venduto nel mercatino delle pulci del capoluogo pugliese nella nuova sede a Carbonara in via Vaccarella.
A dichiararlo è l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Bari Carla Palone, giustificando lo slittamento per il protrarsi del controllo delle numerose domande pervenute in assessorato, un terzo delle quali contenenti dichiarazioni mendaci ed errate circa i requisiti di partecipazione, tra i quali l’assenza di procedimenti penali pendenti e di condanne definitive, in contrasto con quanto espressamente previsto dal bando.
190 domande su 276 sono risultate idonee, infatti. Tutte le altre contengono errori o omissioni.
I controlli, che sono stati svolti dalla Commissione sviluppo economico in collaborazione con il Tribunale di Bari, si sono resi necessari perché “il Mercatino delle pulci dovrà essere un luogo dove offrire ai privati cittadini la massima sicurezza circa la qualità e la provenienza della merce, e agli hobbisti un ambiente sicuro in cui si lavora nel rispetto delle regole” – dichiara fermamente Palone.
L’accuratezza dei controlli è stata naturalmente imposta dalla pregressa esperienza del mercatino che si svolgeva alle spalle dello Stadio San Nicola, dove diverse situazioni di costante illegalità ne hanno comportato, nel corso degli anni, la chiusura.
“Il Mercatino delle pulci – dichiara Palone – dovrà essere un luogo dove offrire ai privati cittadini la massima sicurezza circa la qualità e la provenienza della merce, e agli hobbisti un ambiente sicuro in cui si lavora nel rispetto delle regole. Per questo abbiamo ritenuto doveroso effettuare accurati controlli preventivi, evitando così che si riproponessero situazioni di illegalità come quelle che nei mesi scorsi ci hanno costretti a decretarne la chiusura. Come previsto dalla legge, denunceremo chi ha dichiarato il falso, danneggiando gli altri partecipanti al bando e facendo un torto all’intera città. La pessima abitudine di fare dichiarazioni mendaci nei bandi pubblici, sperando di farla franca, deve finire una volta per tutte. Autocertificare è una pratica prevista per accelerare le procedure di gara, ma non può e non deve diventare una scorciatoia per i disonesti. Mi dispiace per tutti gli operatori in regola che dovranno aspettare ancora 10 giorni prima di riprendere la loro attività, ma sono certa che apprezzeranno l’impegno dell’amministrazione comunale a tutela loro e di quanti lavorano onestamente”.
Un malvezzo ed una insana abitudine, quella delle autocertificazioni volutamente erronee od omissive, che da un lato rappresentano l’esigenza di lavorare anche per persone che in passato hanno avuto problemi con la giustizia (e che secondo la Costituzione, se e quando hanno pagato il proprio fio dovrebbero esserne emendati), ma dall’altro lato rappresentano una risposta alla domanda di legalità e di sicurezza che, sempre maggiormente è alta in questi periodi.
Come contemperare bene le due esigenze? Innanzitutti con maggiori, precisi e costanti controlli, anche a costo di rinviare l’apertura del mercatino delle pulci. E dall’altro lato punendo chi, consapevolmente, cerca di frodare i bandi ed i regolamenti.











