HomeStoria della PugliaL'assedio di Bari. La fine del Catapanato bizantino

L’assedio di Bari. La fine del Catapanato bizantino

Dopo il 1060, molte città costiere della Puglia sotto il controllo dei bizantini, erano minacciate dalle navi normanne. Le intenzioni di questo popolo di origine germanica erano quelle di porre fine al dominio di Bisanzio in Italia, prima di concentrare le proprie forze alla conquista della Sicilia araba. Così, il duca Roberto d’Altavilla, detto il Guiscardo (l’Astuto) per la sua sagacia strategica e la sua astuzia, con un buon contingente di truppe, si pose all’assedio di Bari, sede del catapanato bizantino, il 5 agosto del 1068. Nella città pugliese si formarono immediatamente due partiti, uno fedele all’impero bizantino e l’altro filonormanno. Nel confronto tra le due fazioni, prevalse il partito filobizantino e, quando vennero avvistate le truppe normanne, i baresi chiusero le porte della città, pronti a resistere e mandarono un’ambasceria a Costantinopoli per richiedere aiuti militari a Romano IV Diogene, respingendo, contemporaneamente, ogni negoziazione offerta da Roberto il Guiscardo. Durante gli attacchi alle mura, le truppe normanne furono continuamente respinte dai bizantini e il duca Roberto fece bloccare il porto di Bari con un ponte fortificato, in modo che la città non potesse ricevere rifornimenti. I bizantini, tuttavia, distrussero il ponte e riuscirono a mantenere ancora aperta la via dei rifornimenti. Intanto, vista la situazione, l’imperatore Romano IV decise di nominare un nuovo catapano d’Italia, Avartutele, a cui fu fornita una flotta con uomini e viveri: con quella egli sarebbe dovuto approdare a Bari in aiuto della città assediata. La flotta bizantina arrivò a Bari nei primi mesi del 1069, mentre l’esercito veniva sconfitto in campo aperto dai normanni. Roberto il Guiscardo occupò Gravina e Obbiano, ma non tornò immediatamente a Bari, preferendo dirigersi verso Brindisi per aiutare i normanni impegnati ad assediare quella città. Nell’autunno 1070 Brindisi capitolò. La situazione per Bari si faceva critica: la Puglia era sempre più in mano ai normanni, la popolazione barese pativa la fame e le truppe normanne, pronte ad attaccare, erano sempre più numerose. Per tentare di porre fine all’assedio, Avartutele ordò un complotto per assassinare Roberto il Guiscardo, ma il patrizio Bisanzio Guideliku fallì nell’impresa. Nel luglio del 1070 fu lo stesso nobile bizantino ad essere assassinato, per mano dai baresi del partito filonormanno. Venne inviata una delegazione di cittadini a parlare con il Catapano, per chiedergli di difendere meglio la città, o di consegnarla subito ai normanni. Avartutele temporeggiò e inviò un’ambasceria a Costantinopoli con la richiesta di aiuti. Neppure l’imperatore era però in un buona momento: non aveva un esercito numeroso; l’impero era minacciato ad Oriente e, in più, i suoi generali temevano i normanni, dai quali erano sempre stati sconfitti. Romano IV riuscì ad armare comunque 20 navi e ne affidò il comando a Gozzelino, un ribelle normanno che aveva riparato a Costantinopoli. A lui fu affiancato Stefano Paterano, nominato nuovo catapano d’Italia. Le cose, però, non andarono bene: quando, nel febbraio del 1071, le navi bizantine arrivarono a Bari, i normanni le intercettarono e le dispersero. Gozzelino fu catturato, mentre Stefano Paterano riuscì, con un colpo di fortuna, ad entrare dentro la città. Il nuovo catapano si rese subito conto che Bari non poteva resistere e inviò una delegazione a parlamentare con i nemici: il 15 aprile 1071 Bari fu consegnata ai normanni. Paterano fu prima messo in prigionia, poi venne lasciato tornare a Costantinopoli, insieme ad altri superstiti. La caduta di Bari fu una catastrofe per l’impero bizantino che conobbe un periodo di grave crisi e inarrestabile decadenza: dopo 536 anni terminava la dominazione bizantina in Italia e iniziava quella normanna.

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Antonio Verardi
Antonio Verardi
Storico dell’Arte. Ha collaborato con il Museo Pecci di Prato. Ha svolto attività di ricerca per la Facoltà di Lettere e Architettura. E’ docente di letteratura italiana, storia e storia dell’arte. Perito ed esperto per la Camera di Commercio di Bari è iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti dal maggio 2011.

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