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Lavoro e qualità della vita. Cgil, Cisl e Uil in piazza a Bari

Lavoro, sviluppo e qualità della vita in Puglia sono al centro della manifestazione organizzata dalle sigle sindacali – CGIL, CISL e UIL – nel borgo murattiano di Bari. Al corteo, che ha visto sfilare sabato 21 marzo le bandiere delle tre organizzazioni sindacali nel centro di Bari, è seguito un partecipato comizio in Piazza Prefettura concluso dalle voci dei segretari regionali Gianni Forte (CGIL) e Giuseppe e Aldo Pugliese (UIL), nonché Giuseppe Farina, segretario confederale CISL.

La mobilitazione unitaria pugliese intende riportare il Mezzogiorno al centro dell’agenda del Governo Renzi e coinvolgere nel dibattito associazioni, soggetti sociali e candidati alle prossime imminenti elezioni regionali. “Siamo l’unica regione – dichiara Gianni Forte, segretario generale Cgil Puglia – che ha messo in campo iniziative di mobilitazione unitaria e questo già rappresenta un valore in sé a livello regionale e nazionale”.

Il comizio. “In Puglia e al Sud c’è tanta precarietà e tanto lavoro povero – afferma sul palco Forte – I giovani sono costretti ad emigrare per affermare le proprie competenze. Il Governo deve cambiare rotta – prosegue il segretario regionale della CGIL – senza sostenere lo sviluppo del Sud il paese intero non ha futuro, non esce dalla crisi”.

Sud che viene chiamato a raccolta da Aldo Pugliese, segretario regionale UIL, in nome del più classico L’unione fa la forza. “Manifestiamo per avere il Mezzogiorno protagonista. Ci auspichimo che mche le altre regioni del Sud facciano altrettanto”.

Il documento. Nonostante il contesto internazionale lasci finalmente intravvedere qualche spiraglio di ripresa, il Governo italiano continua nei fatti a trascurare il Mezzogiorno dall’orizzonte del suo programma.” Con l’acquisto dei titoli di Stato da parte della Bce, il deprezzamento del petrolio, il calo dell’euro e il differenziale con i Bund tedeschi sotto i cento punti, esistono tutte le condizioni per un processo di sviluppo economico e dell’occupazione – puntualizza Aldo Pugliese – Ma il Mezzogiorno è colpevolmente assente dall’agenda del Governo, anzi è penalizzato visto che molte risorse sono state sottratte al Sud per una riforma del lavoro che favorirà solo il Nord”.

I sindacati hanno redatto un documento programmatico da sottoporre alle istituzioni, regionali e nazionali, da cui emerge il possibile ruolo strategico della Puglia vista come “regione capace di ridurre i divari economici e riattivare il processo di coesione sociale”, come afferma Giulio Colecchia, segretario generale Cisl.

Il programma sottolinea le leve da azionare per facilitare la ripresa della Puglia e del Mezzogiorno, in una visione che contempla le urgenze lavorative alla necessità di dare maggior peso alla “cura dei diritti”: creazione di nuova occupazione, con particolare riferimento a giovani e donne; la qualità del lavoro, attraverso una efficace lotta al sommerso; la rapidità e l’imparzialità nell’assegnazione degli appalti; garanzie e la tutela dei diritti di chi lavora; la diffusione della legalità.

 

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Redazione
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