Forse per una “mera” dimenticanza, forse per una precisa scelta del Governo. Sta di fatto che nel recente Decreto Mille Proroghe manca, tra le centinaia di previsioni di copertura finanziaria e di proroghe disposte, quella che estende al 2017 il finanziamento delle attività dei Lavoratori Socialmente Utili.
Questo porterà, gioco forza, a serie difficoltà per chi è impegnato in questo settore, spesso alle dipendenze degli enti locali per attività di pulizia o di supporto logistico all’interno dei nostri territori.
In Provincia di Lecce sono oltre 400 lavoratori in provincia di Lecce e, di conseguenza, è serio il rischio di disservizi negli enti che degli Lsu hanno bisogno per coprire i servii erogati alla comunità.
Per domani, 4 gennaio, è prevista una manifestazione a Lecce (alle ore 10 con un sit in davanti alla Prefettura) per portare all’attenzione dell’opinione pubblica il problema
Cgil, Cisl e Uil esprimono “profonda preoccupazione per la mancata previsione nel cosiddetto “Decreto Mille Proroghe” della proroga del finanziamento delle attività dei Lavoratori Socialmente Utili impiegati in numerosissimi enti locali della provincia di Lecce. Infatti, nonostante gli impegni assunti dal Governo Renzi nel senso di continuare a utilizzare questi lavoratori, purtroppo pare che il problema sia stato ‘dimenticato’”.
Così i tre segretari generali Valentina Fragassi (Cgil), Antonio Nicolì (Cisl) e Salvatore Giannetto (Uil) comunicano al Prefetto di Lecce la decisione di manifestare mercoledì 4 gennaio con un sit-in di protesta sotto il palazzo della Prefettura a Lecce che si terrà a partire dalle ore 10 “per sensibilizzare il governo nazionale a trovare adeguata e celere soluzione al problema”.
Cgil, Cisl e Uil evidenziano al Prefetto “che, soltanto in provincia di Lecce, operano oltre 400 lavoratori sparsi tra Comuni ed ex Provincia di Lecce e un’eventuale sospensione del servizio prestato da questi lavoratori, oltre a determinare forti disservizi per l’utenza, comporterà serie difficoltà e disagio alle loro famiglie che spesso fanno affidamento quasi esclusivamente agli emolumenti legati a tale prestazione (circa 500 euro mensili) per fare fronte alle loro esigenze”.











