Abbandonato a sé stesso, come ferraglia in mezzo al mare, chissà se queste sono davvero le ultime ore per le vesti spoglie e consumate del Teatro Margherita di Bari, negli ultimi anni palcoscenico decadente per diversi appuntamenti di rilievo nazionale ed internazionale. Il lungo e chiaroscuro purgatorio pare essere giunto alle ultime pagine della sua triste storia. L’avvio dei cantieri per la conversione della struttura in epicentro del futuro polo delle arti contemporanee è ormai alle porte. Nel tardo pomeriggio di sabato 19 marzo, le associazioni PugliArte e Tou.play hanno preso in prestito da Dante i percorsi di espiazione dei 7 vizi capitali raccontati nella seconda cantica della Divina Commedia per dar vita all’Ultimo canto del Teatro.
Una metafora, fra arte e gioco, che rimanda alle tante promesse mancate degli amministratori locali sul destino della struttura, edificata fra il 1912 e il 1914 su una curiosa palafitta sospesa sulle acque del porto vecchio della città. Chissà se qualcuno, nel collegamento fra la storia recente del Teatro Margherita e Purgatorio dantesco, si sia sentito chiamare in causa nella trattazione delle sette cornici immaginate dal Sommo Poeta come percorso di perdono e redenzione: chi è affetto gola, superbia, invidia, accidia, avarizia, ira e lussuria tende a concentrarsi solo sul proprio tornaconto personale, a discapito del bene comune.
Gli organizzatori hanno rivisitato la seconda candida dell’Opera di Dante fra performance artistica e gioco interattivo. Ai circa 80 partecipanti il compito di svestire per qualche ora i panni del mondo reale, immergersi nella penombra delle cornici del Purgatorio e indagare sui significati che Dante ha voluto attribuire ai vizi e alle pene. Un tuffo nella Divina Commedia che è diventato pretesto, per qualche anima in pena, per riflettere anche sulle proprie azioni quotidiane, quasi mai incolumi da tentazioni egoistiche o narcisistiche. L’intreccio ha visto la collaborazione di diverse associazioni a artisti locali: Compagnia teatrale Radiance, A tea with Alice, Baduclan Dance Company, NotEventi, Alessandra Melarosa, Anna Di Maggio e Marco Marinelli.
Cala dunque il sipario sul Teatro Margherita. Non resta che attendere quei lavori, già annunciati, necessari per superare le ultime asperità del monte Purgatorio e rivedere l’azzurro finalmente risplendere fra le maestose volte dell’edificio. Come in Paradiso.











